sabato 6 ottobre 2012
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Graziano Delrio non ci sta. Non ci sta – il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci – a trasformare i Comuni da vittime della stretta sui conti a responsabili degli sprechi. «La moralizzazione, la stagione dei tagli l’abbiamo iniziata noi, da tempo. Con Tremonti abbiamo già realizzato risparmi per 20 miliardi», ricorda. «Lo Stato ci detta le regole ma ancora non ha fatto la sua parte».Si dirà che i Comuni non si rendono conto della situazione.Invece ci rendiamo conto benissimo. Ma se il malessere della cosa pubblica richiede più sussidiarietà, e in definitiva più controlli e responsabilità i Comuni sono parte della soluzione del problema, non la causa. Ma crede davvero che cose come quelle della Regione Lazio potevano accadere in uno qualsiasi degli 8mila Comuni italiani? Parla delle feste allegre?Di tutto quello che abbiamo letto suo giornali. Ci sarebbero venuti a prendere a casa. Altro che!Ma farete la vostra parte?Diciamo che continueremo a farla. È giusto che si riprenda un controllo più stringente sui provvedimenti comunali, dopo la cosiddetta stagione dei sindaci degli anni ’90, che segnò il superamento dei vecchi Comitati di Controllo. Su questo avevamo già dato la nostra disponibilità e continuiamo a darla.Che cosa non va allora?Non vanno alcune forzature inserite sull’onda dell’emotività, come i controlli della Guardia di Finanza. Sono scelte che sanno di controllo prefettizio, di un ritorno al centralismo che sarebbe sbagliatissimo. È lo Stato che deve spiegare il perché di 2mila miliardi di debito, non noi che come Comuni rappresentiamo solo il 3 per cento.Lei ha sollevato anche dubbi sul concreto funzionamento delle sanzioni.Abbiamo aderito al principio che chi fa sprechi e produce dissesti debba pagare e non possa ricandidarsi. Ma per ora si tratta solo, appunto, dell’enunciazione di un principio. Ad esempio ora ci sono tre città sull’orlo del dissesto, Parma, Napoli e Palermo. Se si arrivasse davvero a proclamare lo stato di dissesto chi pagherebbe, gli attuali sindaci o i veri responsabili che li hanno preceduti?. Questo la legge non lo dice.E va chiarito, altrimenti si arriverà all’accettazione del mandato con il beneficio d’inventario.Appunto. Noi siamo d’accordo sul ruolo della Corte dei Conti. Ma l’individuazione delle responsabilità del singolo amministratore è tutt’un altro film che ancora non si è visto.Che cosa si può grattare ancora sugli sprechi comunali?Poco, temo. Ma dove c’è da farlo non ci tiriamo indietro. Vanno bene anche i controlli più stringenti sulle società partecipate. Purché non si perda di vista la realtà: i Comuni in difficoltà sono tantissimi, più della metà ha grandi problemi di bilancio, di liquidità e capacita di spesa. E non certo per sprechi. Non vorrei che fossimo ora noi a pagare, ulteriormente, per le spese dissennate di qualche consigliere regionale.
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