martedì 16 gennaio 2018
Per ragioni di sicurezza, niente culto nel gioiello di epoca normanna. I dubbi dell'arcivescovo Bertolone sulla gestione del caso dal 2016 a oggi
La cattedrale di Catanzaro

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«Dopo gli allarmi lanciati già a gennaio 2016 e il crollo d’una parte del soffitto d’una delle cappelle laterali lo scorso marzo, gli ulteriori distacchi di cornici marmoree negli ultimi giorni e le infiltrazioni di acque meteoriche, è necessario, anche per salvaguardare l’incolumità dei fedeli, inibire l’esercizio del culto nella chiesa cattedrale dal prossimo 21 gennaio». L’annuncio è arrivato domenica pomeriggio al termine della messa. Una delle ultime nel duomo dedicato a Santa Maria Assunta e risalente al 1121, ai normanni e che pure a Catanzaro è molto di più d’una chiesa.

È il cuore della città, Un punto di riferimento, un simbolo amato e coccolato. Non da tutti, però, considerato che nonostante gli appelli nessuno è intervenuto in maniera adeguata. «Nonostante le risorse economiche disponibili, i tempi per l’inizio del restauro non si preannunciano brevi», spiegano dalla diocesi. Anche perché pare che i 3,1 milioni di euro stanziati non siano sufficienti a pagare gli interventi necessari: un preventivo del 2012 li quantifica in oltre 5 milioni di euro. In queste condizioni non solo è necessario chiudere al culto il duomo catanzarese, ma i tempi di riapertura non appaiono brevi. Si ipotizzano un paio d’anni, a meno che i palazzi non accelerino come non fatto sinora. Se lo augura l’arcivescovo Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale calabrese: «Voglio sperare che chi di competenza recuperi il tempo perduto», dichiara ad Avvenire, sottolineando pure dubbi sulla gestione del caso fino ad oggi. La parrocchia della cattedrale si trasferirà nella Basilica dell’Immacolata. Lo scorso 14 marzo si verificò il primo crollo in duomo. Avvenne di notte quindi non ci furono fortunatamente feriti, ma restarono danneggiati l’altare in marmo e alcuni candelabri.

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