mercoledì 23 novembre 2016
Sigili al bar Lobo Loco di Ferrara che ha servito vodka ad una 13enne.

Sigili al bar Lobo Loco di Ferrara che ha servito vodka ad una 13enne.

La vicenda è di quelle che ancora una volta gettano un’ombra su parte del mondo giovanile. A Ferrara lo scorso 24 settembre, un sabato sera, una madre riceve una telefonata: sua figlia, 13 anni, mentre era in giro con amici, si è sentita male. Dopo una cena insieme, mamme e figli si dividono. Questi ultimi vanno al 'Lobo Loco', un locale a 500 metri dalla cattedrale, noto per vendere a un euro gli 'shottini', o 'chupiti', di vodka. La ragazza ne beve 18. Inizia a perdere coscienza, ad avere dolori lancinanti alla testa e allo stomaco. Al Pronto Soccorso le trovano un tasso alcolemico di 2,13 grammi/litro. La madre, tramite l’avvocato Maria Cristina Zampollo, denuncia il locale.

La sera del 16 novembre scorso, la polizia amministrativa notifica il provvedimento di chiusura del 'Lobo Loco' fino al prossimo 2 dicembre, deciso dal questore Antonio Sbordone per motivi di ordine pubblico. La titolare, Maria Antonia, 29enne di origini pugliesi, è stata denunciata penalmente per somministrazione di bevande alcoliche a minori e lesioni personali con l’aggravante del fatto che i reati si sono ripetuti nel tempo. Ieri la donna ha detto di non voler essere «un capro espiatorio ». Domenica scorsa la ragazza sul social Ask ha ricevuto un messaggio inquietante: «Sappiamo che scuola fai, chi sei, che cosa hai fatto. Hai i giorni contati, bambina del ...». Ma il problema richiama, a monte, un discorso educativo. «Da questo grave episodio – commenta don Roberto Pambianchi, dell’Ufficio di pastorale giovanile della diocesi – emerge ancora di più la dinamica sbagliata tra società e giovani: questi ultimi vengono considerati meri consumatori. La sensibilizzazione va fatta soprattutto ai genitori». Anche per Davide Urban, Direttore Ascom (Associazione commercianti) e Matteo Musacci, della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), «il problema è educativo e chiama in causa tutti in materia di prevenzione: vogliamo lavorare insieme alle Forze dell’ordine e a quelle imprese che rispettano le norme».

La prima risposta c’è stata lunedì con la sigla del 'Protocollo locali notturni' tra Prefettura, locali da ballo e associazioni che permetterà ai gestori aderenti di impedire l’accesso o estromettere chi non osserverà semplici norme esposte all’ingresso e riguardanti in particolare l’abuso di alcol. Per Luisa Garofani, Direttore del Sert di Ferrara, «l’appartenenza al gruppo dei pari tra gli 11 e i 13 anni è fondamentale, ma nello stesso tempo non è ancora chiara la percezione dei pericoli che si corrono con determinate sostanze. A quell’età l’organismo non può metabolizzare l’alcol come fa un adulto. Non solo: è importante che di problemi del genere, in famiglia si parli sempre di più». A Ferrara il 17,6% delle quindicenni ha provato il cosiddetto binge drinking, l’abbuffata alcolica finalizzata a una forte e immediata ubriacatura. L’apice (48,3%) si raggiunge a 18 anni. Chi è a contatto con i giovani nelle scuole, tramite i punti d’ascolto, è Promeco, l’ente comunale di prevenzione giovanile. Il responsabile Luigi Grotti ci spiega come spesso dai colloqui individuali emergano «profondi disagi, causati da bullismo nelle aule o da violenze in famiglia». Un malessere sotterraneo, dunque, accompagnato spesso da uno scarso controllo sui figli, e, nelle strade, da una presenza insufficiente delle forze dell’ordine e degli operatori per la prevenzione.

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