sabato 5 ottobre 2019
Parrocchia di Sant'Arialdo, festa per la posa della prima pietra dello «Spazio Inoltre». Dalla sartoria sociale all'emporio solidale, così un capannone dismesso diventa luogo di inclusione
Baranzate (Milano): la posa della prima pietra dello «Spazio InOltre», che avrà sede in una ex fabbrica accanto all'oratorio di Sant'Arialdo

Baranzate (Milano): la posa della prima pietra dello «Spazio InOltre», che avrà sede in una ex fabbrica accanto all'oratorio di Sant'Arialdo

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La pietra scartata è diventata testata d’angolo. Accade a Baranzate, estrema periferia nord ovest di Milano, Comune multietnico per eccellenza, il secondo d’Italia per concentrazione di stranieri residenti: oltre quattromila, appartenenti a 76 nazionalità, il 33% della popolazione che qui conta 12mila abitanti. Ebbene: è pietra scartata il vecchio capannone dismesso da anni che sorge a fianco dell’oratorio della parrocchia di Sant’Arialdo, che dall’aprile scorso è cantiere e che, dalla primavera 2020, col nome di «Spazio InOltre», conclusa la ristrutturazione, potrà ospitare le attività di accoglienza e inclusione svolte dal 2010 nel quartiere Gorizia dall’associazione La Rotonda.
È pietra scartata il sasso murato in una parete del capannone, tratto dalle rovine del Comune marchigiano di Pieve Torina, devastato dal sisma del 2016, e donato quale simbolo di amicizia e rinascita, quale «prima pietra» di una storia nuova. E sono pietre scartate – come spesso le stigmatizza la società d’oggi, avvelenata da quella «cultura dello scarto» denunciata da papa Francesco – le persone e le famiglie fragili che nell’abbraccio della comunità di Sant’Arialdo, avamposto dell’ambrosiana «Chiesa dalle genti», trovano un luogo di integrazione, rigenerazione. Amicizia. Ecclesiale e civica. Un luogo dove diventare pietre vive, insieme. Tutti. Senza preclusioni di fede, lingua, cultura.

Baranzate: così sarà l'esterno dello «Spazio InOltre», pronto per la primavera del 2020

Baranzate: così sarà l'esterno dello «Spazio InOltre», pronto per la primavera del 2020


Benvenuti in via Fiume 2 dove sorge l’ex capannone industriale – 1.415 metri quadrati di superficie coperta, 760 scoperti – acquisito da La Rotonda grazie a una donazione personale di Diana Bracco – che a questo progetto ha destinato un milione di euro – e che si appresta a diventare luogo di rigenerazione sociale nel segno dell’accoglienza, della solidarietà, della multiculturalità. E del Vangelo. Un luogo – grazie alla Fondazione InOltre, costituita nel febbraio 2019 da La Rotonda e dalla Fondazione Bracco col contributo di Fondazione Sacra Famiglia e parrocchia di Sant’Arialdo – dove rinnovare «la vocazione di Baranzate all’accoglienza» e «coniugare spirito pastorale e spirito imprenditoriale», ha detto don Paolo Steffano, il parroco di Sant’Arialdo, venerdì 4 ottobre alla cerimonia di posa della prima pietra di «Spazio InOltre».

Baranzate: la pietra collocata nel muro del capannone proviene dalle rovine di Pieve Torina, Comune delle Marche devastato dal sisma del 2016

Baranzate: la pietra collocata nel muro del capannone proviene dalle rovine di Pieve Torina, Comune delle Marche devastato dal sisma del 2016


Nel capannone – hanno spiegato Samantha Lentini, presidente de La Rotonda, e l’architetto Anna Frey – avranno casa le attività già svolte da anni dall’associazione, a partire dalla sartoria sociale «Fiori all’Occhiello», che apre a donne immigrate chance di inclusione tramite il lavoro, e dall’emporio solidale, dove si offrono sostegno alimentare e beni primari a famiglie in difficoltà, e che nel nuovo spazio potrà crescere fino a diventare «supermarket solidale». Ma vi saranno anche spazi per nuove iniziative: una sala polifunzionale da cento posti per promuovere cultura, educazione, aggregazione, e un «corner» dove avviare una farmacia orientata ai bisogni di bambini e mamme, che si intende aprire alle necessità del decanato.

Baranzate: così sarà invece l'interno del capannone, con gli spazi per le attività dell'associazione La Rotonda

Baranzate: così sarà invece l'interno del capannone, con gli spazi per le attività dell'associazione La Rotonda


La farmacia nascerà con l’aiuto della Fondazione Rava. Ed è, questa, solo uno dei partner del progetto «InOltre-In quartiere Oltre i margini» che annovera, fra i sostenitori, Fondazione Cariplo, Opera San Francesco per i poveri (il cui presidente, padre Maurizio Annoni, morto lo scorso aprile, è stato ricordato durante la cerimonia svoltasi venerdì, festa di San Francesco d’Assisi) e la Fondazione Tredicimarzo di Paolo Barilla (intervenuto personalmente alla posa della prima pietra). Hanno dato il loro contributo anche Boston Consulting Group e Mapei – con Diana Bracco a dedicare un pensiero riconoscente a Giorgio Squinzi, appena scomparso. Tutto questo mostra come «il bene è possibile, ed è attrattivo», ha sottolineato don Vincenzo Barbante, presidente della Fondazione Don Gnocchi, chiamato a presiedere la Fondazione InOltre.

Da sinistra: padre Giovanni Amisano, il parroco di Sant'Arialdo don Paolo Steffano, Paolo Barilla, Samantha Lentini e Diana Bracco

Da sinistra: padre Giovanni Amisano, il parroco di Sant'Arialdo don Paolo Steffano, Paolo Barilla, Samantha Lentini e Diana Bracco


Testimone privilegiata di questo dinamismo d’attrazione è certamente Diana Bracco, presidente della Fondazione Bracco, attiva dal 2016 nel quartiere Gorizia assieme a La Rotonda con iniziative orientate all’inclusione attraverso il lavoro (com’è con la sartoria sociale), la lotta alla povertà educativa, la salute di donne e bambini. «Mi ha fatto molto piacere aiutare don Paolo e la sua associazione perché Baranzate sta diventando un modello per tante periferie», ha riconosciuto Bracco. Hanno preso la parola anche i sindaci di Baranzate, Luca Elia, e di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, e padre Giovanni Amisano a nome dell’Osf. Fra il pubblico Corrado Passera, banchiere, ex ministro, amico di don Steffano. Monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura, ha dato voce all’«appoggio convinto e ammirato» dell’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, a questa esperienza che esprime tratti caratteristici della Chiesa ambrosiana come «la capacità di incarnazione, di essere Chiesa tra la gente» e la vocazione a «seminare futuro e speranza».


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