giovedì 11 ottobre 2018
Il 20 aprile esplode la piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico. A Rosarno la rivolta degli immigrati Tunisi apre le «primavere arabe»
Un pellicano imbrattato dal petrolio che ha ricoperto il mare dopo l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon (Ansa)

Un pellicano imbrattato dal petrolio che ha ricoperto il mare dopo l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon (Ansa)

Si comincia con la rabbia degli immigrati, la reazione degli extracomunitari di Rosarno agli attacchi di criminali che sparano su di loro pallini da caccia. Gli africani trattati come schiavi, accampati in condizioni disumane in una vecchia fabbrica in disuso e sfruttati nella raccolta degli agrumi e degli ortaggi danno vita a una protesta violenta, quasi da guerriglia urbana. È il 7 gennaio, le luminarie natalizie si sono appena spente, si è spenta anche l’eco degli auguri, ma i problemi rimangono intatti con un peso che si ingigantisce. L’immigrazione è uno dei tanti, e lo sarà per tutto il decennio che si apre.

Sembrerà singolare ma non è incoerente che questa carrellata veloce sul 2010 partita dagli africani di Rosarno si concluda – facciamo un balzo ardito di dodici mesi, ma ci vuole – con le vicissitudini di altri africani, quelli di Tunisia. Il 17 dicembre il Paese al di là del Canale di Sicilia comincia a essere scosso da moti che hanno connotazioni di carattere economico ma soprattutto politico. I tunisini chiedono libertà e democrazia. Da Tunisi parte la scintilla che scatenerà l’incendio delle primavere arabe. Il dittatore Ben Ali fugge e si insedierà un governo parlamentare.

Intanto cosa fa il governo italiano? Sconta la convivenza problematica tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, i leader dei due schieramenti principali del centro-destra, mentre a complicare le cose ci si mette la vicenda del ministro Claudio Scajola, la storia della casa romana che in parte sarebbe stata pagata da altri «a mia insaputa», afferma. Il 4 marzo Scajola si dimette.

A fine mese, il 28 e 29, si vota in tredici regioni a statuto ordinario. Delle undici in cui governava, il centro-sinistra ne perde quattro. Di lì a poco l’attenzione dell’italiano medio comincia a spostarsi su un evento che avrà luogo in Sud Africa, il Campionato mondiale di calcio (11 giugno-11 luglio) che sarà vinto dalla Spagna trionfatrice sull’Olanda nella finale. E gli italiani? I campioni del mondo di quattro anni prima sono eliminati al primo turno: opposti ad avversari modesti non conquistano nemmeno una vittoria, e con due sofferti pareggi e una sconfitta tornano subito a casa assieme al ct Marcello Lippi. Un dramma. Per inciso: non meglio era andata alle Olimpiadi invernali di Vancouver (12-28 febbraio) che hanno fruttato agli azzurri solo un oro, un argento e tre bronzi.
Prima di passare agli eventi della cronaca internazionale ricordiamo un grave fatto di sangue dai contorni ancora oscuri (recentemente c’è stata una svolta nelle indagini) che ha avuto per teatro il Salernitano: la notte del 6 settembre, mentre rincasa, viene assassinato con nove colpi di pistola il sindaco Pd di Pollica Angelo Vassallo.

L’estero, allora.

Il 4 gennaio è inaugurato a Dubai il più altro grattacielo del mondo, Burj al Khalifa, la Torre del califfo, 163 piani, 828 metri. Il 7 integralisti egiziani uccidono 9 cristiani. Il giorno 12 un Paese poverissimo dell’area caraibica, Haiti, è sconvolto da un terremoto che lascia dietro di sé 200mila vittime e danni incalcolabili. Il 25 un aereo etiopico cade in mare davanti alle coste libanesi: perdono la vita i 90 passeggeri. Per l’aviazione il 2010 è un anno tragico: il 10 aprile si schianta al suolo a Smolensk in Russia l’areo del presidente polacco Kaczynski. Muoiono i 94 a bordo. A Tripoli il 12 maggio precipita un velivolo di Afriqiyah Airways (103 vittime). Dieci giorni dopo a Mangalore tocca a un aereo di Air India: 158 morti. Come dimenticare, anche se non ci sono state vittime, la paralisi dei voli su gran parte d’Europa tra il 15 e il 22 aprile per l’eruzione di quel vulcano islandese dall’impronunciabile nome Eyafjallajokull?

Per il capitolo sciagure passiamo ad altro, all’affondamento della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, il 20 aprile. È il più grave disastro ambientale della storia americana, la fuoriuscita di greggio sarà tamponata a fatica solo il 4 agosto. A Duisburg (certe cose succedono anche in Germania, mica solo a Torino) il 24 giugno è strage in un tunnel: la ressa incontrollabile dei partecipanti a una manifestazione lascia al suolo 21 corpi senza vita.

I grandi della terra si riuniscono il 25 giugno a Huntsville, Canada, per lo sterile rituale del G8, ma intanto Stati Uniti e Russia hanno rinnovato l’8 aprile l’accordo Start sul disarmo nucleare con un taglio del 30 per cento delle rispettive testate, che rimangono troppe.

Una svolta positiva per la Spagna matura il 5 settembre: i baschi dell’Eta annunciano il cessate il fuoco.

Il Papa infine. Per Benedetto XVI il 2010 è un anno intenso di pellegrinaggi apostolici: il 17 aprile a Malta, l’11 maggio in Portogallo, il 4 giugno a Cipro, il 16 settembre nel Regno Unito, il 6 novembre a Santiago de Compostela.

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