giovedì 8 settembre 2022
Intanto annuncia un nuovo gasdotto verso la Cina. E minaccia di fare saltare l’accordo sul grano stretto con l’Ucraina: non sta andando ai Paesi poveri ma a quelli ricchi
Putin interviene al Eastern Economic Forum e attacca l'Europa sul fronte economico

Putin interviene al Eastern Economic Forum e attacca l'Europa sul fronte economico - Ansa

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La Russia alza il tiro contro l’Unione Europea e l’Occidente. E dopo gli attacchi all’Italia della portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zacharova, a causa del piano energetico, ieri è arrivato l’affondo a tutto campo del capo del Cremlino, Vladimir Putin. Il presidente è intervenuto a Vladivostok, in occasione del Forum economico mondiale, dove, in cerca di nuove alleanze in funzione anti-occidentale, ha minacciato di chiudere i rubinetti se verrà imposto un tetto al prezzo del gas di Mosca, ha annunciato un nuovo gasdotto verso la Cina e minacciato di fare saltare l’accordo sul grano stretto con l’Ucraina.

Il price cap «misura stupida»
I passaggi più forti del lungo discorso di Putin hanno riguardato il tetto del prezzo che l’Ue vuole imporre sul gas russo. Il numero uno del Cremlino ha definito il price cap «una misura stupida» e minacciato Bruxelles di interrompere le forniture. «Non consegneremo nulla se contrario ai nostri interessi – ha spiegato – né gas né petrolio né niente». Putin, che ha negato di utilizzare l’energia come arma politica, ha anche lasciato intendere che la Ue potrebbe essere rimpiazzata da altri mercati. «Un tempo il mercato europeo del gas era quello privilegiato. Oggi non lo è più. La domanda sui mercati mondiali è così alta, che non abbiamo problemi a vendere, soprattutto a un’economia massiccia come quella cinese, più grande di quella americana». Proprio a questo proposito, ha annunciato che la compagnia statale Rosneft ha raggiunto accordi con la Mongolia per costruire un gasdotto attraverso il suo territorio che poterà il gas in Cina. La condotta si chiamerà Forza della Siberia -2 ed è studiata proprio per consolidare i sistemi di gas a est della Russia.

La Ue «sacrifica la sua gente»
Direttamente connessa alla questione gas, c’è quella delle sanzioni contro la Russia. E qui il tono del presidente russo è diventato minaccioso ai limiti dell’apocalittico. «L’Europa torni in sé sulle sanzioni o ci sarà un’esplosione sociale» ha avvertito, riferendosi all’impennata dei prezzi data da una possibile crisi energetica. «Le sanzioni occidentali rappresentano una minaccia per il mondo intero» ha insistito il presidente, sottolineando come, secondo lui, l’Europa abbia deciso di sacrificare la vita la qualità della vita dei suoi cittadini «per preservare la dittatura negli Stati Uniti negli affari mondiali». Un predominio che, secondo il capo del Cremlino, è destinato a terminare presto. «È impossibile isolare la Russia» ha avvisato Putin. «Nel sistema di relazioni internazionali di recente sono avvenuti cambiamenti irreversibili, si potrebbe quasi dire tettonici come il ruolo sempre più importante dei Paesi dell’Asia-Pacifico». Un nuovo ordine mondiale dove, nella testa del presidente, la Russia è destinata ad avere un ruolo di protagonista e l’Occidente di semplice comparsa.

«Ridiscutere l’intesa sul grano»
Putin ha minacciato anche di ridiscutere l’accordo sul grano, stretto con l’Ucraina grazie alla mediazione della Turchia. La motivazione del presidente è che le navi che stanno solcando il Mar Nero non stanno finendo dei Paesi più svantaggiati. «Ancora una volta – ha affermato – le Nazioni in via di sviluppo sono state ingannate. Con questo approccio la portata dei problemi alimentari nel mondo non potrà che crescere. Forse dovremmo limitare l’export di grano lungo questa rotta. Ne parlerò con il presidente della Turchia, Erdogan». Proprio il numero uno di Ankara, che spera di mediare anche nella soluzione del conflitto, due giorni fa, era scorso in soccorso dell’alleato russo, spiegando che le sanzioni erano sbagliate e che l’Europa avrebbe affrontato un inverno molto difficile.

La Russia «in buona salute»
Uno dei punti su cui Putin ha premuto di più nel suo discorso è stata la buona salute dell’economia russa, che secondo il presidente «sta affrontando l’aggressione dell’Occidente dal punto di vista economico, finanziario e tecnologico». Dopo un momento di difficoltà, la situazione di sta normalizzando. L’inflazione, uno degli indicatori macroeconomici che destavano più preoccupazione, sta diminuendo e la disoccupazione è ai minimi storici. Ottimismo anche per quanto riguarda il Pil, che secondo il presidente calerà del 2-2,5% contro il 6% delle previsioni. Una contrazione definita «insignificante»

«Più forte la nostra coesione»
Non poteva mancare un commento sul conflitto in Ucraina, anche in relazione al rapporto stilato dall’Aiea sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia. «Non abbiamo perso e non perderemo nulla, il risultato migliore è che stiamo rafforzando la nostra solidarietà», ha detto Putin a proposito dell’Operazione militare speciale oltreconfine, sottolineando che la Russia non ha iniziato alcuna guerra e che sta cercando di mettere fine agli scontri iniziati nel 2014. Sulla missione Aiea, il presidente ha espresso fiducia del rapporto, ma ha aggiunto che l’Agenzia «subisce le pressioni di Europa e Stati Uniti».

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