lunedì 27 aprile 2020
La Procura di Bari ha disposto il sequestro per 19 canali Telegram per i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo a un sistema informatico, violazione della legge sul diritto d'autore
Copie pirata di giornali e libri su Telegram. Disposti i sequestri

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Migliaia di riviste, giornali e libri diffusi illecitamente attraverso almeno 17 canali Telegram. È l'ipotesi della Procura di Bari che ha disposto un sequestro preventivo di urgenza, in corso di esecuzione da parte della Guardia di Finanza, per i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul diritto d'autore.

I danni per l'editoria sono stimati in 670mila euro al giorno, circa 250 milioni l'anno, visto che gli utenti iscritti ai canali Telegram sono circa 580mila in aumento nel periodo di diffusione del virus Covid-19, "con un incremento dell'88% delle testate diffuse illecitamente".

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Si tratta di alcuni dei particolari che emergono dal provvedimento di sequestro preventivo di urgenza disposto dalla Procura di Bari per i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul diritto d'autore (Legge 633 del 1941) nei confronti di persone, in corso di identificazione, che, in concorso tra loro, sarebbero entrate abusivamente nei sistemi informatici di numerose società editrici di riviste, giornali e libri protetti da misure di sicurezza e avrebbero sottratto migliaia di file in formato pdf di beni tutelati dal diritto di autore, riversandoli illecitamente su numerosi canali, almeno 17 individuati finora, della piattaforma di messaggistica istantanea Telegram, permettendo così una diffusione capillare e abusiva in chiaro di migliaia di riviste, giornali e libri.

Il contesto giudiziario scaturisce dalla denuncia della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) presentata lo scorso 10 aprile all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). L'Authority, in particolare, aveva richiesto e auspicato l'intervento dell'Autorità Giudiziaria, per una azione di contrasto incisiva al fenomeno della pirateria digitale, diffuso specialmente sui social media.
Le indagini proseguono per ricostruire il giro di affari illecito e individuare gli autori del reato, nonché le responsabilità penali delle società coinvolte. L'operazione è stata denominata #Cheguaio.
I sequestri sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza, nei confronti delle mail "dei rappresentanti legali della società che gestisce Telegram" perché "inibiscano immediatamente l'accesso ai canali incriminato ovvero rimuovano i files", in quando "l'illecito provocherebbe gravi danni economici a tutta l'industria del settore: editori, giornalisti, distributori, stampa, poligrafia ed edicolanti".


"L'applicazione Telegram risulta sviluppata dalla Telegram LLC con sede in Dubai, società nota per proteggere i dati e la privacy degli utenti" e, per questo, "allo stato attuale non sono identificabili gli amministratori dei singoli canali". Lo spiegano gli inquirenti della Procura di Bari nel provvedimento di sequestro preventivo d'urgenza disposto nell'ambito dell'inchiesta sulla pirateria digitale di migliaia di copie di giornali, riviste e libri attraverso 19 canali Telegram, ora oscurati."I riscontri finalizzati all'identificazione del soggetto titolare del canale, al quale ricondurre la responsabilità circa l'illecita immissione del file piratato - si legge ancora nel provvedimento di sequestro - hanno dato esito negativo, in quanto sia il titolare del canale che gli iscritti non sono identificabili in alcun modo. Né tantomeno è stato possibile identificare il soggetto che ha inserito i contenuti digitali nel canale".

Inoltre "non vi sono elementi - aggiunge la Procura - per poter affermare che i rappresentanti legali di Telegram siano consapevoli dei contenuti illeciti dei canali indicati" ma "dal momento che vi sia stata conoscenza del provvedimento, i rappresentanti legali di Telegram saranno consapevoli della eventuale prosecuzione dei reati, con le possibili ovvie conseguenze".

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