sabato 26 agosto 2017
Il padre arrivò dall’Albania in gommone, la famiglia si è ricongiunta in seguito
Studia lingue a Genova, sogna l'Erasmus in Germania

La ventunenne Brikena Dine vive ad Alessandria da quando aveva dieci anni e si è trasferita a Genova con l’inizio dell’università. «Ma un po’ d’Italia – scherza – era presente nella nostra famiglia anche quando abitavamo in Albania. Grazie alla televisione italiana, che si vedeva gratuitamente: mia madre non perdeva una puntata della soap opera Centrovetrine».
Poi raggiunsero il padre di Brikena che, come molti albanesi, era arrivato anni prima in gommone, aveva fatto diversi lavori (giardiniere, muratore, imbianchino, aiutocuoco) in Abruzzo e si era poi regolarizzato, permettendo così al resto della famiglia di ricongiungersi.
Dell’arrivo in Piemonte Brikena ricorda quanto è stata importante la scuola, frequentata dalla quinta elementare, per inserirsi nella società, ma anche qualche episodio di ostilità. Dice: «Parlavo l’italiano già meglio di mia madre, entrammo in un negozio al momento dei saldi e la commessa ci disse: "Voi non dovreste neanche entrare qui". Fu difficile tradurlo alla mamma».
Da allora di strada ne è passata: Brikena studia Lingue a Genova, si sente italiana e albanese («l’uno e l’altro»), quando va in vacanza in Albania si sente dire: «Questa ragazza non è albanese». In realtà lo stesso le succede talvolta anche in Italia: «Per il mio corso di laurea, l’anno di Erasmus all’estero è comprensibilmente molto consigliato. Vorrei andare in Germania: dovrei farcela ma, a differenza dei miei compagni, sono dovuta andare più volte all’ambasciata albanese a Roma. Riconoscere lo ius culturae, ovvero che la scuola ci forma da italiani, è una questione di giustizia».

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