venerdì 1 novembre 2013
​Il ministro Orlando: per prevenire e reprimere i crimini ambientali pronto un decreto che permetta un uso più stringente delle norme.

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​Il Governo è pronto alla linea dura in Campania contro chi abbandona i rifiuti in strada o per chi li brucia: una nuova normativa che si innesta nel solco delle leggi speciali per l’emergenza rifiuti in Campania. La proposta di decreto nasce per porre un freno al fenomeno dei roghi tossici, «in attesa – precisa il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando – di una più complessa modifica del codice penale». Il decreto quindi consentirebbe, spiega, «un uso più stringente delle norme esistenti in determinati luoghi, come la ’terra dei fuochi’, dove si sovrappongono un certo tipo di emergenze ambientali». Infatti, mancando nel codice il riferimento a reati specifici a tutela dell’ambiente, il decreto costituirà «uno strumento emergenziale che consenta di modulare le norme vigenti per la prevenzione e repressione di questi reati». Il 15 novembre la proposta, redatta dal gruppo di lavoro che si sta occupando della riforma del codice penale per l’introduzione dei reati ambientali, sarà presentata ai ministri dell’Interno e della Giustizia e, annuncia Orlando, «più o meno a metà novembre dovrebbe arrivare il decreto». Il provvedimento prevede misure molto severe e un inasprimento delle pene fino al carcere per chi sversa abusivamente i rifiuti e per chi appicca roghi ai cumuli generando veleni nell’aria: il carcere fino a 6 anni, da 2 a 5 anni per i rifiuti speciali e da 3 a 6 per quelli pericolosi. Le norme dovrebbero essere temporanee, per una durata di circa due anni, e legate alla «persistenza di situazioni di grave criticità ambientale connesse alla gestione dei rifiuti». Precisazione necessaria per evitare la sospensione da parte della Corte Costituzionale su un inasprimento delle pene che riguardi una sola regione. Non è noto però quale sarà il sistema di monitoraggio e controllo del territorio e neanche se le bonifiche saranno adottate in contemporanea al decreto o se il decreto le anticiperà. Proprio riguardo alle bonifiche è stata presentata in commissione Ambiente alla Camera una risoluzione per utilizzare i beni confiscati ai clan. Ad annunciarlo il presidente della commissione Ermete Realacci, che ha sottoscritto il documento di cui sono primi firmatari Tino Iannuzzi (Pd) e Pina Castiello (Pdl). La discussione inizierà la prossima settimana, presente il ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di una rapida approvazione. «Con la risoluzione – ribadiscono i firmatari – vogliamo impegnare il governo a rafforzare il controllo, la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali di smaltimento dei rifiuti nella terra dei fuochi, sia con il potenziamento della presenza delle forze dell’ordine e attraverso l’impiego di unità militari, sia con lo stanziamento delle necessarie risorse per la bonifica utilizzando i proventi dei beni confiscati alla criminalità organizzata». Sulla proposta di decreto avanzata da Orlando, è intervenuto anche prefetto Donato Cafagna, capo della task force del Viminale per l’emergenza nella Terra dei fuochi: «L’iniziativa – ha osservato – va nella direzione di rendere più incisiva la repressione del fenomeno. Sono norme che possono dare un risultato immediato, anche in termini di deterrenza«. Al momento il numero di persone arrestate per trasporto illegale di rifiuti è minimo. I dati pubblicati sul sito Prometeo del commissariato antiroghi indicano la necessità di norme più efficaci. Da gennaio, 126 persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria per crimini ambientali, una  arrestata per lo stesso reato, sei per trasporto rifiuti speciali pericolosi, una per incendi di rifiuti, tre le denunce contro ignoti.
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