sabato 18 luglio 2020
I segretari generali di Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, durante una conferenza stampa online, hanno lanciato l'allarme. Chiedono un decreto legge chiaro
Al Liceo Kennedy di Roma si stanno già preparando le aule nel rispetto delle disposizioni ministeriali anti Covid

Al Liceo Kennedy di Roma si stanno già preparando le aule nel rispetto delle disposizioni ministeriali anti Covid - Lapresse

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«Mentre la scuola brucia, la ministra pensa ai banchi: bisogna chiamare i pompieri, non l’arredatore». Il livello di preoccupazione dei sindacati, rispetto alla ripresa delle lezioni, in presenza e in sicurezza, il 14 settembre, è inversamente proporzionale ai giorni che separano dall’appuntamento dell’anno.

E ieri, a meno di due mesi dal D-day, ha raggiunto uno stadio già molto avanzato: «In queste condizioni, a settembre la scuola non riapre», hanno detto, sostanzialmente all’unisono, i segretari generali di Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, durante una conferenza stampa online.

«Serve un decreto legge che dica, con chiarezza, quante risorse sono a disposizione, sia dal punto di vista finanziario che, soprattutto, del personale», ha attaccato Francesco Sinopoli della Flc-Cgil, ricordando che «a settembre avremo 200mila insegnanti precari».

Tema su cui ha insistito Maddalena Gissi della Cisl Scuola: «La ministra ha detto che ci saranno 80mila nuove assunzioni, ma non sarà così. Non ci ha ascoltato, quando le abbiamo detto di stabilizzare il personale per titoli, ma lei ha voluto andare avanti con il concorso. Questo provocherà sicuramente ulteriori disagi agli studenti, al personale e alle famiglie».

«Ad oggi non ci sono le condizioni per la riapertura», ha insistito Pino Turi della Uil Scuola Rua, che ha ribadito l’urgenza di «reperire spazi e personale aggiuntivo», sottolineando la situazione delle scuole sottodimensionate, che non hanno un dirigente titolare ma un reggente, cioè un preside che, però, ha la responsabilità anche di altre scuole. «Chi garantirà la riapertura di queste strutture?», ha chiesto il sindacalista.

Sul reperimento di spazi per la didattica al di fuori degli edifici scolastici, per almeno 1,2 milioni di alunni, come ha ammesso la stessa ministra, ha insistito anche Elvira Serafini dello Snals Confsal. «Gli enti locali sono in enormi difficoltà», ha ricordato, plaudendo all’offerta di aule, palestre e laboratori avanzata nelle scorse settimane dalle scuole paritarie. «Mi pare un’ottima idea», ha aggiunto. Dello stesso avviso anche Rino Di Meglio della Gilda Unams, che ha parlato di un «bel gesto di solidarietà» a vantaggio dell’intero sistema nazionale d’istruzione.

Alle preoccupazioni dei sindacati (con i quali si è dichiarata d’accordo «per una volta», l’ex-ministra dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini capogruppo di Forza Italia alla Camera), ha risposto, a stretto giro, la stessa ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. «La scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre ed escludo nuovi lockdown – ha ribadito –. Dai sindacati mi aspetto collaborazione. Noi per settembre saremo pronti, ma ognuno deve fare la propria parte. Non si può sempre dire no a tutto, ad ogni tentativo di innovazione, serve coraggio».

Alla ripresa di settembre guarda anche “Spazio alla scuola”, piattaforma informatica gratuita, pensata e sviluppata dalla Fondazione Agnelli, insieme a BimGroup del Politecnico di Milano e all’Università di Torino, presentata ieri e disponibile online all’indirizzo www.spazioallascuola.it. Attraverso l’inserimento nella piattaforma di alcuni dati (come il numero di alunni e le dimensioni delle aule), il sistema aiuta a stabilire il numero massimo di alunni per classe dentro ogni edificio scolastico sulla base delle dimensioni del locale e degli arredi (cattedre e banchi), alla luce dei parametri di distanziamento interpersonale (l’ormai famoso “metro statico” tra gli alunni e due metri tra questi e l’insegnante), indicati dalle Linee guida del Ministero e dal Comitato tecnico scientifico.

Attraverso lo stesso meccanismo di imputazione dei dati, la piattaforma aiuta a definire e simulare i flussi degli studenti per entrare e uscire da scuola, calcolando i tempi, in base al numero degli accessi, delle scale, dei piani dell’edificio. Aiuta quindi a programmare scaglionamenti in ingresso e uscita degli alunni e delle classi, sempre nell’ottica di garantire la sicurezza ed evitare assembramenti.

«Con “Spazio alla scuola” – ha spiegato il direttore della Fondazione Agnelli, Andrea Gavosto – abbiamo voluto costruire uno strumento flessibile, che possa aiutare a gestire diversi scenari possibili e nel caso anche ad affrontare, sempre in sicurezza, evoluzioni della situazione epidemica che richiedano un distanziamento maggiore sia negli spazi didattici sia nei flussi di movimento degli studenti».

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