lunedì 21 agosto 2017
Per un errore gli hanno cambiato il luogo di nascita
Promessa dell'atletica, fermato a 18 anni dalla malaburocrazia

Da Cremona a Verona. Questa è stata l’unica emigrazione nella storia di Bader Kallout, 21 anni. Nato in Italia, cresciuto in Italia, progetta il futuro in Italia. Ma non è italiano. I suoi genitori - appunto un’altra generazione - emigrarono dal Marocco a Cremona, dove Bader ha frequentato asilo, elementari, medie e superiori. Da poco si è spostato nella città di Romeo e Giulietta per lavoro: «Come i miei coetanei italiani volevo uscire di casa e risparmiare per acquistare l’auto. Durante l’anno faccio il commesso, mentre d’estate lavoro in un resort a Garda». La sua passione è lo sport: «Per anni ho praticato atletica, gareggiando anche in importanti tornei nazionali. Sono però stato escluso dai campionati italiani perché senza cittadinanza. A quel punto mi hanno contattato dalla selezione marocchina, proponendomi di allenarmi con loro». La passione per la corsa gli è stata trasmessa dallo zio Mohammed Mourhit, fratello della mamma, campione mondiale di corsa campestre nel 2000 e 2001, record europeo sui 3mila, 5mila e 10mila metri. «Ha sempre corso, Olimpiadi comprese – spiega il nipote – per il Belgio, dove vive da tempo e dove si è naturalizzato». Chiedo a Bader come mai, compiuti i 18 anni e da sempre in Italia, non abbia domandato la cittadinanza (che per i ragazzi di origine straniera non è un diritto, come per i figli degli autoctoni, ma una concessione e dunque va chiesta): «In realtà ho presentato domanda, ma all’anagrafe risultavo nato in Marocco. Una volta che ho provato l’errore dell’amministrazione e sono trascorsi i tempi tecnici per correggerlo, avevo compiuto 19 anni e quindi non potevo più richiederla».

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