martedì 14 luglio 2020
L'Italia sta per stanziare 118 milioni di euro per il finanziamento di 4 missioni europee (Sophia, già conclusa) nel Mediterraneo, che non prevedono attività di ricerca e soccorso
Vite a perdere. Migrante soccorso in mare

Vite a perdere. Migrante soccorso in mare - Oxfam / Alessandro Rota

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Oltre 1.500 migranti intercettati dalla Guardia costiera libica a giugno e riportati in un Paese in cui oltre 620 mila persone sono in buona parte vittime di detenzioni arbitrarie, rapimenti, stupri e lavori forzati. Lo ricorda oggi Oxfam, alla vigilia del voto in Parlamento sulle operazioni militari all’estero, che aumenterebbe gli stanziamenti alle autorità libiche.

L'Ong sottolinea che il governo non abbia dato ancora alcun dettaglio sulle modifiche all’accordo, dopo la visita del ministro Luigi Di Maio a Tripoli, mentre si continuano a finanziare per oltre 118 milioni di euro le missioni europee nel Mediterraneo che non prevedono ricerca e soccorso dei migranti.

“Da tre anni denunciamo, insieme ad altre organizzazioni umanitarie, gli orrori dei lager libici che avvengono con la connivenza e il finanziamento italiano. - ha detto Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia – Eppure il Governo aumenta le risorse (47,2 milioni nel 2017, 51,3 nel 2018, 56,3 nel 2019 e 58,3 del 2020) a favore delle autorità libiche e della Guardia costiera che come dimostrato dal quotidiano Avvenire risulta direttamente collegata al traffico di esseri umani".

"Una vergogna che si ripete - continua Pezzati -, dato che il testo proposto al voto della Camera è una sorta di copia-incolla rispetto a quello degli ultimi anni, nella totale assenza di notizie sui reali contenuti delle modifiche all’accordo richieste dal nostro Governo lo scorso novembre e dopo la recente visita del ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Tripoli. Facciamo appello alle forze di maggioranza e in particolare al Partito Democratico, che lo scorso anno ha disertato Montecitorio al momento della votazione sulle missioni in Libia e che nella sua Assemblea di febbraio ha espresso all’unanimità la necessità di una radicale revisione dell'accordo, a mostrare un sussulto di umanità, non autorizzando gli stanziamenti previsti per quest'anno e votando una delle risoluzioni che saranno presentate da parlamentari che hanno a cuore i diritti umani".

Oxfam chiede inoltre l'immediata istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che faccia luce sui naufragi avvenuti nel Mediterraneo centrale, sulle palesi violazioni dei diritti umani compiute in Libia e sulle responsabilità politiche italiane a queste collegate. Chiede infine che ogni forma di futura collaborazione sia subordinata ad un più ampio negoziato internazionale, in grado affrontare la questione della detenzione arbitraria e di tutelare i diritti fondamentali di migranti e rifugiati.

I numeri aggiornati sui migranti morti nel Mediterraneo: CLICCA QUI

Dall'Italia 118 milioni per 4 missioni europee che non prevedono il soccorso in mare

L'Italia si appresta inoltre a stanziare oltre 118 milioni di euro per il finanziamento di 4 missioni europee (Sophia, già conclusa) nel Mediterraneo, che non prevedono nessuna attività di ricerca e soccorso in mare, mentre nel solo mese di giugno sono morte 98 persone, quasi la metà dell’intero 2020.

"Si continua a dibattere sull'opportunità di aprire o chiudere i porti, se accogliere o meno qualche decina di migranti, per il timore che possano essere portatori di nuovi focolai di Covid. Non si tiene invece conto che ufficialmente dall'inizio dell'anno sono già morti lungo la rotta del Mediterraneo centrale 262 innocenti (ma le vittime sono con tutta probabilità molte di più), nel silenzio dell'opinione pubblica. – conclude Pezzati – Non possiamo tacere che migliaia di disperati sono sottoposti a condizioni igieniche disumane nei centri di detenzione, ammassati uno sull'altro e dunque esposti al contagio. L'Italia dovrebbe lavorare a livello europeo per ripristinare le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, non lasciandole alla sola gestione delle organizzazioni umanitarie che si battono ogni giorno per salvare vite in mare. Allo stesso tempo serve un immediato Piano di evacuazione dai centri di detenzione, come lo stesso ex ministro dell’interno Marco Minniti, tra gli ideatori dello sciagurato accordo Italia-Libia, ha tra l'altro più volte proposto".

Leggi anche il Rapporto Oxfam "Libia, l'inferno senza fine" del febbraio 2019 - CLICCA QUI




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