mercoledì 26 settembre 2018
Dopo la legge regionale del 2013, che contiene una serie di misure per il gioco consapevole, nuovo passo per la prevenzione della ludopatia in Toscana
Regione Toscana: approvato il logo No slot
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Lo schermo di una slot machine, su cui scorrono le lettere che formano la scritta No slot. È il logo No slot approvato dalla giunta nel corso dell'ultima seduta, su proposta dell'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi. Potranno esporlo in evidenza esercizi e circoli, bar e luoghi di ricreazione che scelgono di non installare le macchinette popolarmente definite "mangiasoldi", cioè apparecchi e congegni per il gioco, lecito, con vincite in denaro.

I DATI SUL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO IN TOSCANA

"Per contrastare il gioco d'azzardo patologico, in Toscana abbiamo messo in atto tante iniziative - ha spiegato l'assessore al diritto alla salute e al sociale -, a partire dalla legge regionale del 2013, che contiene una serie di misure per il gioco consapevole e per la prevenzione della ludopatia. Purtroppo il fenomeno del gioco d'azzardo coinvolge un numero sempre crescente di persone di tutte le età, che si lasciano tentare da questa passione fino a farla diventare una vera patologia. Abbiamo fatto azioni di informazione, prevenzione, formazione, ricerca, monitoraggio, molte rivolte ai giovani. A luglio di quest'anno abbiamo varato il Piano regionale di contrasto al gioco d'azzardo, finanziandolo con oltre 3 milioni. Ora mettiamo a disposizione di tutti gli esercizi che lo vorranno il logo No slot, e invitiamo gli esercenti a richiederlo ed esporlo ben in vista all'ingresso dei loro locali".

Un successivo atto regionale regolamenterà i modi di utilizzo del logo e gli impegni assunti dai titolari di circoli ed esercizi pubblici: saranno poi i Comuni a verificare che circoli ed esercizi utilizzatori del logo rispettino gli impegni presi. Se in un locale No slot saranno trovati apparecchi con vincita in denaro, il Comune dovrà rimuovere la vetrofanìa e comunicare il fatto alla Regione, che cancellerà il locale dall'elenco.

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