sabato 26 agosto 2017
Arrivò a Padova dal Burkina Faso quando aveva 13 anni, il padre è già in regola, lui è ancora alle prese con la burocrazia
«Nella mia tavola trionfano pasta al ragù e buona pizza»

Quando torno in Burkina Faso, mi rendo conto di quanto io sia italiano» dice Boukary Bance, detto Karis. «Il confronto con la terra di origine mi provoca ogni volta un groviglio di emozioni positive e il cuore mi conferma che la mia appartenenza ormai è all’Italia». Col suo marcato accento padovano, racconta la sua vita di giovane giunto in Italia a 13 anni, che studia e lavora come programmatore meccanico. È la vita di un giovane che ama la vita, gli amici, lo sport, il rugby in particolare.
Dopo 25 anni in Italia e tutta la necessaria trafila burocratica il padre di Karis ha ottenuto la cittadinanza, mentre il giovane è ancora alle prese con la raccolta di tutta la documentazione indispensabile per presentare la domanda. «Quello sarà un riconoscimento ufficiale, perché nella mia quotidianità io so già di essere italiano per come penso, per i miei riferimenti culturali, per il mio bagaglio di aneddoti, canzoni, personaggi». Boukary, che è musulmano praticante, sorride e aggiunge: «Da buon italiano, a tavola non devono mai mancare la pasta e un buon ragù e una pizza fatta ad arte». Karis guarda al futuro ed è intenzionato a mettere tutto il suo impegno per essere un buon cittadino. «Tutti i miei ricordi sono legati a Padova, all’Italia. È qui che mi sento davvero a casa, a mio agio, che ho voglia di contribuire al benessere sociale ed economico del Paese. Le problematiche di cui discuto con gli amici riguardano l’Italia, non un’altra realtà. Siamo giovani cresciuti nel Belpaese, molti sono nati qui da genitori migranti. Abbiamo molto da dare all’Italia, che amiamo».

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