venerdì 20 novembre 2020
Nei tre ospedali di Varese, Cittiglio e Tradate fiocchi azzurri e rosa in crescita rispetto al trend del 2019. Alle neomamme garantito un parto in sicurezza anche se afflitte dal Covid 19
Nel Varesotto boom di nascite 500 bimbi in un mese e mezzo

Reuters

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Mentre gli ospedali mettono in campo tutte le risorse disponibili per accogliere i malati di Covid, ma il virus, l’ansia e le preoccupazioni per il futuro non fermano la vita. Dal primo ottobre a oggi sono nati cinquecento bambini nei tre ospedali di Varese, Tradate e Cittiglio, che hanno sempre lavorato a pieno regime, garantendo i massimi standard di sicurezza alle gestanti. Un trend interessante e leggermente in crescita rispetto all’anno scorso, quando in totale i bambini venuti alla luce nei tre punti nascita del-l’Asst Sette Laghi erano stati 3915. Trecentosessantadue i neonati nelle ultime sei settimane nel Polo materno infantile del capoluogo, dove sono state assistite nel parto anche trenta donne positive al Covid.

Dieci sono state ricoverate al Del Ponte dopo il parto avvenuto in altri nosocomi lombardi perché risultate positive. Tutte le neomamme che hanno contratto il virus stanno bene: per la maggior parte sono asintomatiche o hanno sintomi lievi che non necessitano interventi di sostegno alla respirazione o di cure intensive. Anche i neonati stanno tutti bene e non sono positivi. Solo in due casi, nati prematuri all’ottavo mese, è stato necessario ricorrere alla terapia intensiva ma ora sia le mamme che i loro piccoli stanno bene. L’ospedale varesino si conferma un centro di riferimento territoriale e regionale per il percorsogestazionale, mentre gli altri due punti nascita di Tradate e Cittiglio hanno già superato la soglia dei cinquecento parti dall’inizio dell’anno, in crescita rispetto al 2019, quando ne erano stati fatti in totale, rispettivamente, 525 e 572. Nell’ultimo mese e mezzo sono venuti al mondo nei due reparti 138 bambini.

Naturalmente anche i punti nascita del-l’Asst Sette Laghi hanno subito una riorganizzazione nella seconda fase della pandemia: al Del Ponte, dove sono confluite tutte le donne contagiate, è stato creato un intero settore con camere di degenza, ambulatori per il primo intervento ostetrico-ginecologico e una sala travaglio-parto dedicati alle gestanti malate, così da tutelare quelle non sospette o positive ma senza sintomi. Lo stesso percorso è stato seguito per i neonati.

«È stato uno sforzo organizzativo notevole – spiega Fabio Ghezzi, direttore della rete integrata Materno-Infantile e dei reparti di Ginecologia e Ostetricia del-l’Asst Sette Laghi – considerando che l’attività di un punto nascita non è programmabile e abbiamo in media 8-9 parti al giorno. Devo ringraziare tutti gli o- peratori, medici, ostetriche, infermiere e personale di supporto, che con ancora più impegno e passione, hanno permesso alle donne ricoverate di vivere al meglio questo momento così difficile». Sono state proprio le ostetriche e le infermiere a stare vicine anche alle gestanti e alle neomamme, che a causa del virus hanno dovuto vivere questo momento speciale in totale solitudine, non potendo ricevere visite.

«Anche se abbiamo dovuto riorganizzarci per l’emergenza Covid – aggiunge Massimo Agosti, direttore della Neonatologia e Pediatria al Del Ponte – abbiamo continuato ad assicurare a tutte le nostre pazienti, ai neonati e ai bambini, le cure appropriate perché i rischi di una gravidanza non sorvegliata possono essere dannosi per la salute delle donne e dei loro futuri figli. Abbiamo dunque organizzato percorsi dedicati e sicuri che consentono a tutti di fare regolari controlli ambulatoriali, visite o analisi. Così come garantiamo alle donne gravide positive e ai loro figli la migliore assistenza perché portino a termine la gravidanza nel modo più sereno e sicuro».

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