lunedì 2 luglio 2018
Si è conclusa ieri a Melfi la Festa di Avvenire in Basilicata. Il saluto del direttore Tarquinio: arrivederci al 2019, con Matera capitale europea della cultura
Domenica a Melfi la conclusione della Festa di Avvenire in Basilicata

Domenica a Melfi la conclusione della Festa di Avvenire in Basilicata

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La Chiesa al tempo di papa Francesco. È stato questo il tema della giornata conclusiva della Festa di Avvenire in Basilicata. Testimone di eccezione, il neocardinale Angelo Becciu nella sua prima uscita pubblica da porporato.

Nella splendida cornice del giardino del Palazzo vescovile di Melfi un pubblico numeroso e attento ha ascoltato la testimonianza di uno dei più stretti collaboratori del Pontefice. Di un ecclesiastico che negli ultimi sette anni ha ricoperto il delicato incarico di Sostituto della Segreteria di Stato e che ora papa Francesco ha premiato con la porpora e nominandolo prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

All’inizio della serata il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, Ciro Fanelli, ha introdotto la serata. Ricordando che la Festa lucana di Avvenire è promossa dalla Conferenza episcopale della Basilicata e dall’Associazione Giovane Europa presieduta da Angelo Chiorazzo, il presule ha rimarcato come sia «un evento culturale che contribuisce a creare una coscienza critica sui grandi fatti di attualità». Quindi il saluto delle autorità locali: il sindaco Livio Valvano, l’assessore all’ambiente della regione Francesco Pietrantuono (originario della cittadina) e il deputato locale – nonché ex governatore ed ex sottosegretario – Vito De Filippo. Tutti hanno auspicato che papa Francesco possa un giorno compiere una visita pastorale in queste terre.

Il cardinale Becciu ha innanzitutto spiegato che l’essere 
arrivato in Basilicata «è stata davvero una bella sorpresa e 
l’evento di Avvenire dà sicuramente importanza a questa parte 
d’ Italia che non ha avuto la giusta attenzione da parte di chi 
ha responsabilità politiche economiche ed imprenditoriali».

Quindi, ricordando anche la figura del papà emigrato in Germania per trovare lavoro, ha riconosciuto che «quello dei migranti è senza dubbio 
un problema spinoso». «Sarà – ha osservato - un fenomeno che ci accompagnerà per 
molti anni, gli esperti dicono almeno altri venti». Per 
questo «noi come Paese dobbiamo prepararci e cercare di 
affrontarlo obiettivamente e con saggezza e umanità».

Il porporato sardo ha anche fatto cenno alla visita di papa Francesco a Bari di sabato prossimo: «Sarà un momento di preghiera e di riflessione», ha detto sottolineando che vi parteciperanno anche il patriarca ecumenico Bartolomeo e quello copto Tawadros. Con loro e con altri leader cattolici e ortodossi il Pontefice «discuterà e studierà la situazione della 
Terra Santa e di quei Paesi in cui purtroppo la pace è messa a 
dura prova».

Sollecitato dalle domande dello scrivente, vaticanista di Avvenire, e dagli interventi del direttore Marco Tarquinio, il cardinale Becciu ha raccontato la figura di un papa Francesco visto da molto vicino. In particolare ha rimarcato la «rivoluzione della tenerezza», già evocata dal vescovo Fanelli, come uno degli elementi caratterizzanti il pontificato. Una rivoluzione che vuol far tornare la Chiesa alla purezza evangelica ripulendola di tutte le incrostature che si sono accumulate nel corso dei secoli. Una rivoluzione che si manifesta anche nella riforma della Curia. A questo proposito il neocardinale ha sottolineato come, al contrario di quanto sostenuto in una certa pubblicistica, nella Curia non ci sia una opposizione interna alla linea papale. «Fino a quando una decisione non è stata presa - ha spiegato - c'è libertà di parola o di presentare vie alternative, ma una volta che il Papa ha deciso, allora si obbedisce».

Parlando infine del suo futuro incarico come prefetto della Congregazione delle cause dei santi, Becciu ha anche auspicato che possano arrivare all’onore degli altari anche figure eminenti del laicato cattolico italiano, come Giorgio La Pira e Alcide De Gasperi. A questo proposito ha anche spronato i cattolici a capire che l’impegno in politica «non è un optional» ma deriva «dalla loro missione di cristiani». Perché come amava ripetere il beato, e prossimo santo, Paolo VI «la politica è la forma più alta di carità».

La serata si è chiusa con il saluto del direttore Tarquinio che ha sottolineato come la festa lucana di Avvenire sia la dimostrazione che nel Mezzogiorno «si può sviluppare un progetto vincente» e ha ringraziato gli sponsor dell’iniziativa, la Banca di Credito Cooperativo di Alberobello e Sammichele di Bari e la Cooperativa Auxilium, ricordando come sono realtà attingono dalle stesse radici cristiane di Avvenire e che sono esempi di «fede che si realizza nelle opere». Un saluto, quello del direttore del quotidiano cattolico, che è stato anche un arrivederci al prossimo anno, quando epicentro della Festa sarà ancora Matera che proprio nel 2019 sarà la capitale europea della cultura.

La seconda edizione della Festa chiusa ieri a Melfi – e celebrata a Matera nelle serate da lunedì a giovedì - è stata particolarmente significativa per lo spessore dei temi affrontati e il livello degli ospiti invitati. Oltre al cardinale Becciu, hanno preso la parola infatti anche altri due porporati rivestiti di incarichi di grande rilievo internazionale. Il nunzio in Siria Mario Zenari che ha colloquiato col presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani su pace e guerra in Medio Oriente. Mentre l’arcivescovo di Manila, e presidente di Caritas Internationalis, Luis Antonio Tagle ha partecipato ad un dibattito a tutto campo su riscaldamento globale, transizione dall’energia fossile ed enciclica Laudato si’ insieme all’amministratore delegato di Shell Italia.

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Grande attenzione hanno suscitato anche le serate dedicate alla sanità (presenti Paolo Rotelli del Gruppo San Donato e Domenico Crupi della Fondazione Casa sollievo della sofferenza) e all’informazione (con il direttore del Tg1 Andrea Montanari, e, in videoconferenza, quello della Stampa Maurizio Molinari). Le serate materane sono state introdotte dell’arcivescovo di Matera-Irsina Antonio Giuseppe Caiazzo.

La visita del cardinale Becciu in Basilicata non si è chiusa con l’evento di Melfi. Oggi il porporato fa tappa a Senise dove, accolto dal vescovo del luogo Vincenzo Orofino di Tursi-Lagonegro, benedice i locali della nuova sede della Cooperativa Auxilium. In serata si reca a Matera per partecipare ai solenni festeggiamenti della Madonna della Bruna.

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