domenica 28 giugno 2020
Il presidente assiste alla Messa di Requiem di Donizetti, domenica alle 20.30, per ricordare le vittime
Il capo dello Stato, Sergio Mattarella

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella - LaPresse

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È l’abbraccio dell’Italia intera alla terra più colpita dalla tragedia. È il senso della presenza di Sergio Mattarella domenica sera a Bergamo, alla commemorazione delle vittime del Covid in terra orobica. Oltre tremila i morti ufficiali e circa sei mila quelli reali, a descrivere con i numeri il dramma di una ferita profonda, consumata spesso nel silenzio delle case e delle Rsa. Sarà un momento solenne: dalle 20.30, al cimitero monumentale - diventato luogo simbolo del lutto, con le infinite colonne di mezzi militari carichi di bare - il coro e l’orchestra “Donizetti Opera” daranno vita alla “Messa da Requiem” composta appunto da Gaetano Donizetti. Il presidente della Repubblica, che nei momenti più duri dell’epidemia aveva telefonato al sindaco Giorgio Gori, terrà un breve discorso, poi assisterà all’esecuzione. Non sarà un evento di popolo, al concerto si accede solo su invito: impossibile raccogliere tutti i parenti delle vittime, il dolore delle comunità bergamasche passerà simbolicamente dalla presenza dei sindaci dell’intera provincia (la pandemia, tra l’altro, ha spezzato le vite anche di due sindaci, Giorgio Valoti di Cene e Raimondo Balicco di Mezzoldo), oltre che da una rappresentanza delle autorità sanitarie e istituzionali del territorio; l’evento sarà comunque trasmesso in diretta su Rai Uno.

A scaldare la vigilia, qualche polemica politica. Dovrebbero essere almeno 13 (su 243) i sindaci che non risponderanno all’invito, alcuni per protesta. Pure Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, esponente bergamasco di primo piano della Lega, diserterà la cerimonia: «I nostri morti preferisco ricordarli da solo, ogni giorno pregando, ogni sabato o domenica passando al cimitero per accendere un cero». Ci sarà invece Attilio Fontana, presidente della Lombardia, così come è stato invitato (e sarà presente) anche Luca Fusco, presidente del comitato “Noi denunceremo”, che raccoglie i parenti di molte vittime, bergamasche e non solo, e ha promosso una serie importante di denunce depositate in procura: nei giorni scorsi il comitato ha lavorato per provare a creare un momento d’incontro tra i parenti delle vittime e Mattarella, ma non è stato possibile realizzarlo ufficialmente. Fino all’ultimo, però, il comitato proverà a cercare la possibilità anche di un breve faccia a faccia nella platea di fronte al cimitero monumentale: «Chiederemo a Mattarella una sola cosa: verità e giustizia per le vittime di coronavirus», ha ribadito il gruppo tramite i social anche ieri.

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