sabato 29 maggio 2021
Vaccinazione o tampone anche in zona bianca. Tavoli ad almeno 2,5 metri di distanza, balli all’aperto senza divieti. Vismara ("Insieme per il wedding"): le spese per le nozze siano defiscalizzate
Un matrimonio civile a Milano

Un matrimonio civile a Milano - Lapresse

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C’erano le "spose guerriere". Circa 6mila quelle che dopo un anno e mezzo di attesa per salire all’altare, avevano deciso di unirsi nella protesta contro le restrizioni imposte dal Covid. Poi sono arrivate le "sposa eroine", anche loro alleate per rompere il cerchio dei divieti. In pochi mesi anche le "eroine" hanno raccolto sul loro sito circa 6mila aderenti. Ora che il governo ha fissato al 15 giugno la data per la ripresa dei matrimoni senza limite di invitati le proteste si sono attenuate, ma i malumori rimangono. «Ci sono centinaia di matrimoni già organizzati per sabato 12 giugno – spiega Stefania Vismara, presidente di "Insieme per il wedding", il cartello degli operatori di settore – che dovranno essere nuovamente rinviati. E per qualcuno si tratta del terzo o quarto rinvio, con pesanti problemi organizzativi». Quando era arrivata la notizia che da metà giugno sarebbe stato possibile sposarsi senza divieti, o quasi, tanti sposi hanno fissato le nozze per il 12 giugno. Invece è spuntato, un po’ a sorpresa il 15 che, essendo un martedì, non è proprio una data favorevole.

Quanto il settore matrimoni abbia necessità di risollevarsi, è evidente dai numeri. Le 90mila aziende e partite Iva che occupano oltre un milione di lavoratori regolarmente assunti e 150mila stagionali di cui l’83 per cento donne, avevano un giro d’affari di 67miliardi, indotto compreso. A causa della pandemia il calo è stato intorno all’85%. Certo a pesare ha contribuito anche il crollo del numero dei matrimoni, circa l’80 per cento in meno nel 2020 rispetto al 2019, quando comunque le nozze - 184.088 - erano già arretrate del 6% rispetto al 2018, con un calo di 11.690 matrimoni.

«Ora speriamo che il lungo elenco di condizioni inderogabili imposte – riprende la responsabile di "Insieme per il weeding" – non finisca per deprimere chi ha già tanto atteso per coronare il proprio sogno d’amore». D’altra parte gli operatori del settore che in questi mesi hanno fatto di tutto per sensibilizzare governo e forze politiche, compreso un finto matrimonio con tavoli apparecchiati sontuosamente in piazza Montecitorio mercoledì scorso, sono consapevoli che senza il rispetto dei punti fermi stabiliti per le nozze 2021 non sarebbe stato possibile vedere nuovamente confetti e veli bianchi.

Ma quali sono gli obblighi organizzativi per le nozze dopo il 15 giugno? Tutti gli invitati, sposi compresi, dovranno essere vaccinati con prima dose somministrata almeno da due settimane, oppure guariti con certificato dell’Ats, o ancora essersi sottoposti a tampone da non più di 48 ore ("Green pass"). E la Conferenza delle Regioni ha precisato che il pass sarà necessario anche in zona bianca, dopo che era circolata un'interpretazione in senso contrario.

E l’autocertificazione? Non ha alcun valore. Nessun limite, come detto, per il numero di invitati, mentre i tavoli dovranno essere almeno a 2,5 metri di distanza. I musicisti a 3 metri dagli invitati. All’aperto si potrà ballare senza limiti, mentre al chiuso le danze non potranno durare più di 15 minuti e ciascuno dovrà avere uno spazio di due metri quadrati.

Tutte misure che renderanno obbligatorio organizzare le nozze solo in grandi e grandissimi locali. «Tutto bene, ci mancherebbe – conclude Stefania Vismara – abbiamo solo chiesto che le spese per i tamponi rimangano a carico del servizio pubblico e non degli invitati e che venga stabilito un incentivo per defiscalizzare almeno del 70% le spese dei matrimoni. Sarebbe anche importante pensare a qualche misura per rendere vantaggioso venire a sposarsi in Italia dall’estero. Mete come Puglia e Toscana avevano visto un incremento del 25-30% prima della pandemia. Dobbiamo recuperare al più presto».

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