martedì 21 giugno 2022
L’ordinanza del ministero dell’Istruzione prevede delle apposite prove suppletive, già programmate per il 6 luglio (primo scritto) e per il 7 luglio (secondo scritto)
Studenti alle prese con la maturità

Studenti alle prese con la maturità - Ansa

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Con l’aumento dei contagi da Covid, è probabile che non pochi candidati all’esame di Maturità siano costretti alla quarantena proprio nei giorni delle prove. Per questi casi l’ordinanza del ministero dell’Istruzione prevede delle apposite prove suppletive, già programmate per il 6 luglio (primo scritto) e per il 7 luglio (secondo scritto), «con eventuale prosecuzione nei giorni successivi per gli indirizzi nei quali detta prova si svolge in più giorni». «I candidati che siano stati assenti entro i tempi di svolgimento della seconda prova scritta – si legge nell’ordinanza firmata dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, inviata alle scuole – hanno facoltà di chiedere di essere ammessi a sostenere le prove scritte suppletive, presentando probante documentazione entro il giorno successivo a quello di effettuazione della prova medesima. Per gli istituti nei quali la seconda prova si svolge in più giorni, il termine è fissato nel giorno successivo a quello d’inizio della prova stessa».

Un’ulteriore «sessione straordinaria» d’esame è prevista per i «casi eccezionali». Per esempio, specifica l’ordinanza ministeriale, «qualora non sia possibile sostenere le prove scritte nella sessione suppletiva o sostenere il colloquio, anche in videoconferenza, entro il termine previsto dal calendario deliberato dalla commissione». Norme specifiche sono previste anche per chi dovesse contagiarsi nei giorni dell’esame. «In casi eccezionali – prosegue l’ordinanza – qualora nel corso dello svolgimento delle prove d’esame un candidato sia impossibilitato in tutto o in parte a proseguire o completare le prove stesse secondo il calendario prestabilito, il presidente, con propria deliberazione, stabilisce in qual modo l’esame stesso debba proseguire o essere completato, ovvero se il candidato debba essere rinviato alle prove suppletive o straordinarie per la prosecuzione o per il completamento».

Anche per chi non potrà presentarsi agli esami, per ragioni non collegate alla pandemia da Covid 19 (come i ricoverati in ospedale o i detenuti), sono previste prove suppletive e gli uffici scolastici regionali possono autorizzare le commissioni «a spostarsi anche fuori provincia o regione», si legge ancora nell’ordinanza di Bianchi. Infine, per i candidati impossibilitati a presentarsi al colloquio in presenza, «il presidente della commissione dispone la modalità d’esame in videoconferenza».

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