mercoledì 9 agosto 2017
Vive nel Bergamasco, dirige un bar e frequenta una scuola serale per operatori sociali
Kosovaro, etnia rom. Ma si sente naturalmente italiano

«Spesso sono gli altri a farmi sentire diverso. Io mi sento naturalmente italiano perché qui sono cresciuto e mi sono formato, ma sono consapevole che agli occhi degli altri sarò sempre quello che il loro immaginario vuole». Ervin Bajrami è arrivato in Italia quando aveva otto anni. Kosovaro di etnia rom, vive ad Albano Sant’Alessandro, nel Bergamasco; dirige un bar all’interno di un centro commerciale e frequenta una scuola serale per operatori sociali. A 26 anni è un giovane che vive da solo e concilia lo studio e il lavoro con un contratto a tempo determinato. Il suo permesso di soggiorno scadrà a marzo 2018 e questa data per Ervin è motivo di ansia. Da quel documento dipendono il suo presente e la stessa possibilità di chiedere la cittadinanza italiana. «Ho molti ideali culturali e politici da portare avanti. Per questo vorrei partecipare alle scelte di questo Paese che amo e cui sento di appartenere. Anche con i miei familiari parlo sempre e solo italiano». Il giovane definisce la sua vita una continua ricerca: «Mio padre è musulmano, mia madre ortodossa. Oggi mi definisco ateo, ma la mia ricerca non è finita». Ervin ha prestato servizio civile all’Auser, dove ha fondato il gruppo giovani. Con altri ragazzi ha promosso attività teatrali impegnandosi come regista, scenografo e drammaturgo, portando sul palco temi sociali che vanno dalla Giornata della Memoria, al ricordo delle Foibe. «Mi ispiro alla vita quotidiana, alla difesa dei diritti umani, a Martin Luther King e alla storia d’Italia".

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