sabato 23 dicembre 2017
Dopo l'ok alla manovra, Palazzo Madama affronta la riforma della cittadinanza. Ma Calderoli chiede al presidente Grasso di verificare la presenza dei senatori. Rinvio al 9 gennaio. A Camere sciolte?
La fiaccolata per lo Ius culturae in piazza Montecitorio a Roma, 20 dicembre 2017

La fiaccolata per lo Ius culturae in piazza Montecitorio a Roma, 20 dicembre 2017

Mesta fine per lo Ius Culturae. L'esame al Senato del disegno di legge sulla riforma della cittadinanza è saltato per mancanza del numero legale. L'Aula di Palazzo Madama dopo l'ok alla manovra aveva iniziato la discussione sul provvedimento con l'esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Ma, su richiesta del senatore leghista Roberto Calderoli, il presidente Pietro Grasso ha proceduto alla verifica del numero legale dei presenti in Aula. Constata la difficile colmabilità del divario tra presenti e assenti, Grasso ha fissato la prossima seduta per martedì 9 gennaio alle 17, con all'ordine del giorno "comunicazioni del presidente". Di fatto, è lo stop definitivo, in questa legislatura, allo ius culturae, visto che voci insistenti danno le Camere per sciolte prima di quella data.

«Doveva essere un gesto di civiltà come qualcuno ha detto tempo fa invece si chiude nel modo più incivile possibile, lo ius soli non verrà approvato, basta ipocrisie elettorali». Così afferma Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef-Italia. «Le Camere stanno per sciogliersi, come anche l'ipotesi di approvazione di questa legge, come neve al sole: non lo sapeva nessuno? Chiediamo scusa - continua l'Unicef - agli 800 mila compagni di classe dei nostri figli, adulti di domani, che vedranno negati ancora una volta i loro diritti. Provo vergogna nel vedere come una riforma moderata nei contenuti e così necessaria nella sostanza non trovi spazio al pari di tante altre».

LA NUOVA CITTADINANZA: IL DOSSIER DI AVVENIRE

Iacomini aggiunge: «Ciò che fa più male non è solo la mancata tenuta dell'intesa o la feroce e assurda opposizione di alcune forze politiche di questi mesi, bensì le ostinate dichiarazioni di alcuni esponenti politici di primo piano che fino a questa mattina in pubblico e in privato, sui media o nei convegni, insistono nel dire che la legge verrà approvata, mentendo sapendo di mentire. È un atteggiamento davvero inaccettabile quando si tratta di bambini e ragazzi».

«L'Italia ha violato l'art.2 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in materia di non discriminazione, è un dato di fatto malgrado le continue raccomandazioni dei Comitati ONU». conclude. «Questi giovani italiani finiscono nel dimenticatoio mentre parte la gara alle candidature, le trattative sui collegi, le maratone tv, gli scandali di una classe politica che spero risponda di quanto accaduto agli elettori. In tanti però si sono spesi per questa causa. Esiste una buona Italia che come sempre sopperirà alle assurdità dei calcoli elettorali. È una brutta pagina della nostra storia repubblicana, che sul tema della cittadinanza si ripete tristemente oramai da dieci anni. Siamo indignati».

Esultano Lega e Forza Italia. «Lo ius soli è definitamente naufragato. Colpito e affondato. Morto e sepolto. Per me è una grande vittoria», dice il leghista Roberto Calderoli. «Siamo orgogliosi che la legislatura si chiuda senza varare la folle legge sullo ius soli una normativa errata e demagogica a favore dei clandestini», dichiara il forzista Maurizio Gasparri.

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