venerdì 24 aprile 2020
Oltre 5mila giovani si sono dati appuntamento "virtuale", questa mattina, davanti a Palazzo Chigi. L'appello: la nostra salute passa dalla salute del pianeta
Il seminario sul web con i ricercatori

Il seminario sul web con i ricercatori

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Oltre 5mila giovani si sono “geolocalizzati”, questa mattina, di fronte a Palazzo Chigi per il quinto sciopero globale contro il cambiamento climatico, il primo digitale ai tempi del coronavirus. Nulla dovrà essere come prima. Lo ripetono come un mantra i giovani ambientalisti dei Fridays for future. La pandemia strettamente correlata allo smog (come hanno dimostrato diversi studi scientifici - e a loro non è certo passata inosservata) ma anche la zoonosi, il salto di specie che potrebbe essere all'origine del coronavirus provocato come sempre accade da una sorta di devastazione ambientale sono due leve troppo importanti per fare finta di niente. E, come tutti cercano di fare in questo momento, anche i Fridays for future dettano le basi per un mondo Covid-free più sostenibile. In occasione del quinto sciopero globale i giovani ambientalisti lanciano la campagna “Ritorno al futuro”.

Sette i punti principali: rilanciare l'economia investendo nella riconversione ecologica, riaffermare il ruolo pubblico nell'economia, realizzare la giustizia climatica e sociale, ripensare il sistema agroalimentare, tutelare la salute, il territorio e la comunità, promuovere la democrazia, l'istruzione e la ricerca, costruire l'Europa della riconversione e dei popoli.

“Vogliamo tornare indietro a come eravamo prima – spiega Luigi, 20 anni, di Livorno e studente di Scienze politiche - ma vogliano che questo cambiamento sia un ritorno che abbia nel suo dna, nella sua genetica un futuro sostenibile”.

Video messaggi, post, piazze virtuali e webinar (seminari sul web): l’attivismo digitale ha invaso le case di migliaia di giovani. “Nelle nostre richieste ai governo al primo posto c’è la salvaguardia dell’ambiente perchè la nostra salute passa dalla salute del pianeta” esordisce la giovane attivista Laura Vallaro in collegamento, insieme a Alice Durante con Elisa Palazzi, ricercatrice di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr e Giorgio Vacchiano, ricercatore in gestione e pianificazione forestale presso l'Università di Milano. Alle 11 ci sono già oltre mille persone collegate ad ascoltare la conferenza.

Il cambiamento climatico impatta fortemente sulla mortalità, le fa eco la ricercatrice. “Le ondate di calore nel 2003 hanno provocato circa 12mila decessi in soli dieci paesi d Europa – aggiunge – i cambiamenti climatici impattano anche sulle migrazioni degli animali e delle piante, ad esempio, per non parlare poi dei problemi respiratori e cardiovascolari legati all'innalzamento dello smog e sappiamo tutti che l'inquinamento è strettamente correlato al cambiamento climatico”. Curare l’ambiente è curare noi stessi, ne sono convinti i giovani che rilanciano gli appelli inascoltati da anni dal mondo della scienza.

“Oggi a maggior ragione è ancora più importante – sottolinea Federica Gasbarro, romana e attivista per il clima -all'indomani di questo brutto virus che ci ha colpiti e che ha immobilizzato l'economia e la produzione. Chiediamo di cogliere questa emergenza per ripartire con un nuovo passo, di continuare a dare questo respiro di ossigeno al pianeta, ma in modo diverso. Purtroppo tante persone gioiscono perché le emissioni sono scese ma questo è frutto di coercizione. Noi vogliamo che questo avvenga per un cambiamento di mentalità, a tutti i livelli».

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