mercoledì 24 marzo 2021
Lunedì, introducendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, il presidente, cardinale Gualtiero Bassetti, l’aveva definito un «nuovo contributo di carità»
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Lunedì, introducendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, il presidente, cardinale Gualtiero Bassetti, l’aveva definito un «nuovo contributo di carità».

Così, ieri, l’arcidiocesi di Milano si è detta «pronta a mettere a disposizione gratuitamente oratori e altri spazi parrocchiali per il Piano vaccinale» del governo. Secondo uno schema già sperimentato, come ha ricordato sempre il cardinal Bassetti: «La messa a disposizione di questi luoghi, che non sono quelli liturgici, s’inserisce in continuità con un cammino già avviato in tal senso presso numerose Diocesi che, in spazi idonei, ospitano medici, infermieri, Protezione civile, persone in quarantena, ammalati, poveri e quanti soffrono a causa del Covid».

La Chiesa ambrosiana ha fatto un passo ulteriore, trasmettendo alle parrocchie «i criteri da seguire nel caso venisse presentata una richiesta di spazi per la somministrazione dell’antidoto al virus». Nel testo si specifica che le richieste potranno provenire sia dall’Ats (Agenzia di tutela della salute), sia da enti pubblici o gruppi di imprese.

La somministrazione dei vaccini non pregiudicherà lo svolgimento delle attività parrocchiali. «Sarà il parroco – prosegue il comunicato – a valutare insieme all’ente richiedente gli spazi e la possibilità di svolgervi, in altri momenti della giornata e dopo la sanificazione, altre attività parrocchiali, ma sarà in ogni caso responsabilità dell’ente che ha presentato la domanda garantire che la somministrazione del vaccino avvenga in sicurezza». Così come «sarà cura dell’ente richiedente assicurarsi che gli ambienti siano sanificati prima e dopo l’utilizzo».

Anche la diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, su indicazione del vescovo Mariano Crociata, ha reso disponibili alcune strutture edilizie ecclesiali, non liturgiche per la somministrazione dei vaccini. Le sedi individuate sono ubicate in tre centri cittadini. Latina: Curia, Parrocchie di S. Marco, S. Maria Goretti e S. Francesco d’Assisi. Pontinia: Parrocchia di Sant’Anna. Sabaudia: Parrocchia dell’Annunziata. «Le strutture – recita un comunicato della diocesi – sono state individuate all’esito di colloqui tra il Vescovo, i suoi vicari e gli stessi parroci interessati. Vari i criteri seguiti per la scelta, a partire dal territorio coperto da questa diocesi (17 Comuni pontini per oltre 300mila abitanti); è stata pensata anche una alternativa che potesse soddisfare la possibile capillarità dei punti vaccinali, per ridurre così la mobilità ed evitare l’afflusso degli utenti, specie i più vulnerabili, in pochi e grandi luoghi. Allo stesso modo, sono stati considerati importanti la facilità di accesso alle strutture, la presenza di spazi adeguati alla logistica e all’assistenza sanitaria in caso di reazioni avverse sul posto. Ora – ricorda la diocesi – sarà facoltà dell’Asl di Latina valutare l’effettiva idoneità allo scopo delle strutture e comunque il loro inserimento nella programmazione del servizio vaccinale».

Nei giorni scorsi, anche il vescovo di Livorno, Simone Giusti, aveva annunciato la disponibilità a concedere i locali parrocchiali per la campagna vaccinale.

A Lamezia Terme, infine, gli “over 80” sono vaccinati nei locali delle parrocchie Beata Vergine del Carmine e San Francesco di Paola, mentre in diocesi di Novara, le parrocchie di Santa Croce di Borgomanero e di Arona hanno messo a disposizione gli spazi dell’oratorio.




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