lunedì 23 marzo 2020
A Sacrofano ospita metà delle 180 persone che erano presenti nell'ostello della Caritas a Termini. Il contributo della Cei. Aperta anche una struttura per i volontari in quarantena precauzionale
Senza dimora a Roma

Senza dimora a Roma - Lapresse

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Si è concluso domenica il trasferimento di 90 senza dimora nel nuovo centro di accoglienza straordinario realizzato dalla Caritas diocesana di Roma presso la "Fraterna Domus" di Sacrofano. Si dimezzano così le presenze nell'ostello "Don Luigi Di Liegro" alla stazione Termini, permettendo così agli ospiti di restare per tutto il giorno, rispettando le distanze di sicurezza e le altre indicazioni per arginare il contagio del Covid-19, cosa impossibile coi 186 presenti nei giorni scorsi. Un alleggerimento oltretutto necessario se ci fosse qualche caso positivo che renda obbligatoria la quarantena della struttura. "Una bella e commuovente operazione di Chiesa", sottolinea il direttore della Caritas romana, don Benoni Ambarus. Infatti, come spiega don Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare del settore Roma Est e Delegato per la Carità, la Pastorale Migranti e Rom, "è tutta a carico della Diocesi, col contributo della Cei. Se ne occuperà la Caritas, con la collaborazione delle comunità dei Frati minori di Torre Angela e del Palatino che garantiranno la presenza ogni giorno di quattro persone".

Oltre ai volontari col saio ci sarà un giovane ghanese di 19 anni, attualmente ospite dei frati di Torre Angela. "Ha detto "se andate voi vengo anche io ad aiutarvi"", riferisce don Ben. A coordinare la casa ci sarà ogni giorno un operatore della Caritas, la quale garantirà anche la pulizia della struttura, mentre i pasti saranno forniti dalla Fraterna Domus, che solitamente ospita convegni e eventi ecclesiali e associativi. Il trasferimento è iniziato venerdì con alcuni pullman, ovviamente rispettando a bordo le distanze di sicurezza. E i senza dimora come hanno reagito? "Sono persone fragili, i primi erano titubanti ma poi si sono via via tranquillizzati. Hanno capito i motivi".

Quella di Sacrofano non è l'unica importante iniziativa diocesana. Come spiega ancora don Gianpiero, "la "Casa Bonus Pastor" presso il Seminario minore, con 80 posti letto, e attualmente vuota, è stata messa a disposizione di tutti i volontari, non solo della Caritas, impegnati in questi giorni nella città, per permettere loro di passare qui, e non a casa, la quarantena volontaria precauzionale per chi sta operando in prima linea. È un gesto di solidarietà verso queste bellissime realtà". Sono infatti "tantissime - sottolinea il vescovo - le parrocchie e le associazioni impegnate. Stiamo cercando di metterle in rete e coordinarle per avere i migliori risultati".

Sono stati intanto superati i problemi relativi alla presenza in strada dei volontari, che nei giorni scorsi aveva provocato alcune incomprensioni con le Forze dell'ordine. La Regione Lazio ha infatti approvato un'ordinanza riguardante le modalità di spostamento dei volontari impegnati a fronteggiare l'emergenza sanitaria e ad assicurare servizi necessari alle fasce più deboli della popolazione. "Vogliamo innanzitutto ringraziare tutti i volontari, le associazioni laiche e cattoliche che operano a Roma e in tutti i Comuni del Lazio per la generosità messa in campo ancor di più in questa emergenza. Uno straordinario esercito - ha commentato il vice presidente della Regione, Daniele Leodori - che mette tanto cuore e energie al servizio degli altri, che salva vite ed è spesso fondamentale per tante persone sole o fragili. A loro va garantito di poter operare in sicurezza e di potersi muovere per attività legate alle attività di solidarietà di cui abbiamo un gran bisogno". Proprio quanto aveva chiesto la Caritas diocesana.

Il volontario che si sposta per la propria attività deve esibire in caso di controllo delle Forze dell'ordine: modello di autocertificazione barrando la casella "situazioni di necessità"; dichiarazione rilasciata dal responsabile della organizzazione di appartenenza, su carta intestata della stessa, riportante: nome e natura dell’associazione (abilitante allo svolgimento di attività di volontariato), servizio svolto, nome del volontario, territorio di riferimento di svolgimento dell’attività. Ovviamente il volontario si deve attenere "con rigore alle indicazioni per la prevenzione dei rischi di contagio".

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