Il decreto. Vaccini obbligatori, tutti i nodi da sciogliere


Viviana Daloiso mercoledì 24 maggio 2017
Il ministro dell'Istruzione Fedeli anticipa una circolare pronta per le scuole: per chi è già iscritto all'asilo basterà aver fatto richiesta della vaccinazione. Le Asl in subbuglio: ecco perché
Un medico mostra una dose di vaccino (Ansa)

Un medico mostra una dose di vaccino (Ansa)

Riunioni fiume, task force straordinarie, tavoli di confronto. La sanità italiana è in subbuglio per il decreto Lorenzin, annunciato con le sue dirompenti novità (l'obbligo per iscriversi all'asilo, le multe nella scuola dell'obbligo, la patria potestà a rischio, i presidi esposti al reato di omissione d'atti d'ufficio) e ancora non pervenuto, nero su bianco.

Il grande giorno dovrebbe essere oggi, al più tardi domani, anche se alle ministre della “svolta” – Lorenzin appunto per la Salute, Fedeli per l’Istruzione – alcuni particolari sono sfuggiti.

Le segnalazioni ai Tribunali dei minori

Primo, che le segnalazioni dei genitori anti-vax ai Tribunali dei minori saranno fatte sempre, e non sporadicamente, «il che non significa – ha precisato Lorenzin – che ogni segnalazione determinerà automaticamente l’apertura di un procedimento che sfocerà sempre e comunque in un provvedimento-incidente sulla potestà genitoriale». Il pericolo, però, c’è e andrebbe evitato.

La circolare Fedeli: «Per iscriversi basta la richiesta di vaccinazione»

Seconda anticipazione: le iscrizioni al prossimo anno scolastico sono già state fatte? «I certificati di vaccinazione verranno aggiunti», ha precisato il ministro Fedeli, parlando di una «norma transitoria del decreto». Insomma, sarà sufficiente aver fatto la richiesta per entrare all’asilo, poi quando il vaccino verrà aggiunto si aggiungerà anche il certificato. Quanto alla documentazione aggiuntiva, Fedeli si sbilancia dicendo che «dovrà essere consegnata alle segreterie scolastiche già entro il 31 luglio». Una circolare, a questo proposito, dovrebbe essere inviata già neo prossimi giorni nelle scuole.

Le certificazioni: chi le fa? Chi le legge?

E qui cominciano a fioccare le perplessità. Perché non ci sono dubbi, «l’obbligo dei vaccini è sacrosanto ed è la strada maestra da percorrere – spiega una convinta Ivana Simoncello, storico direttore del Dipartimento di Prevenzione, Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Ulss 6 del Veneto –, ma la questione dei certificati che attestano le vaccinazioni aggiuntive francamente ci paralizza. Come faremo a gestire la mole enorme di richieste col personale già ridotto all’osso nei centri vaccinali? Senza contare il carico di lavoro aggiuntivo che si prospetta, visto l’aumento di accessi che il decreto provocherà. La verità è che per la prevenzione ci vuole anche tempo: telefonate, confronti, chiarezza nelle risposte. Il tempo che l’Italia adesso non ha».

Il problema della certificazione non è da poco, visto che chi produce documentazione medica di medicina deve anche intendersene. «Noi non siamo spaventati – spiega Catia Borriello, responsabile dei centri vaccinali di Milano –, per i certificati possiamo anche pensare di istituire gruppi di lavoro ad hoc, o di lavorare nei weekend. Quel che ci preoccupa è quello che avverrà nelle scuole: chi interpreterà questi certificati e con quali competenze?». Perché di vaccini bisogna conoscere le età indicate, le dosi da somministrare.

E se il calendario vaccinale è già in ritardo?

Se a Milano la situazione è sotto controllo, con un’organizzazione snella dei centri e percentuali di copertura buone (90% a 2 anni per morbillo-parotite-rosolia, 93% per l’esavalente), a Roma a farla da padrone è il ritardo già accumulato sulle vaccinazioni dell’anno: «Col metodo degli appuntamenti, che è stato introdotto per agevolare il lavoro dei centri vaccinali – spiega Roberto Ieraci, direttore del Centro vaccinazioni internazionali e del Coordinamento Attività Vaccinale dell’Asl Roma 1 – in realtà ci siamo messi nei guai. Troppi gli slittamenti, troppi i ritardi rispetto al calendario vaccinale. Ora ci prepariamo a un boom di richieste aggiuntive, è evidente: abbiamo bisogno di gradualità delle misure e soprattutto di un’organizzazione strutturale, altrimenti sarà davvero difficile gestire le giuste novità introdotte dal decreto».

La radiazione del medico di Milano

Intanto arriva come un sigillo alla linea dura del governo la decisione di ieri dell'Ordine dei medici di Milano di radiare dall'albo l'epidemiologo Dario Miedico, da sempre “perplesso” in tema di vaccinazioni. Miedico diventa così il secondo sanitario a
subire la più pesante delle sanzioni disciplinari, dopo il medico di Treviso un mese fa, Roberto Gava.

Tutto inizia nell'ottobre 2015, quando 153 medici di tutta Italia firmano una lettera aperta rivolta a Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, per rispondere in merito alle sue «prese di posizione pubbliche sul tema delle vaccinazioni pediatriche». Primo firmatario della lettera è proprio Roberto Gava, che ha già fatto ricorso contro la sua espulsione. Tra i firmatari della lettera ci sono 17 medici appartenenti all'Ordine di Milano, e tra questi anche Dario Miedico: 76 anni, medico legale, è attivo da tempo nel Coordinamento del movimento per la libertà di vaccinazione (Comilva) e ha a sua volta annunciato un ricorso definendosi «un capro espiatorio».

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