lunedì 12 luglio 2021
Di nuovo emergenza in Thailandia e a Cuba. Il premier olandese Mark Rutte si scusa per le aperture concesse e fa marcia indietro.
È di nuovo lockdown con coprifuoco a Bangkok. Un ristorante chiuso per la ripresa dei contagi

È di nuovo lockdown con coprifuoco a Bangkok. Un ristorante chiuso per la ripresa dei contagi - Ansa

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La pandemia di Covid ha causato un aumento stimato del 18% del numero di persone che soffrono la fame nel mondo, il maggiore in decenni, provocando una massiccia battuta d'arresto negli sforzi per garantire a tutti l'accesso al cibo. Lo denuncia un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato oggi, che segnala come questo peggioramento comprometta più che mai l'obiettivo di sradicare la fame entro il 2030.

Le "flessioni economiche come conseguenza delle misure di contenimento del Covid-19 in tutto il mondo hanno contribuito a uno dei maggiori aumenti della fame nel mondo da decenni", afferma il rapporto annuale sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione compilato da diverse agenzie delle Nazioni Unite. Sebbene non sia ancora possibile determinare l'impatto completo della pandemia, il rapporto stima che circa 118 milioni di persone in più hanno affrontato la fame nel 2020 rispetto al 2019, con un aumento del 18%.

L'aumento dell'insicurezza alimentare moderata o grave è stato pari ai cinque anni precedenti messi insieme. "Quasi una persona su tre nel mondo (2,37 miliardi) non ha avuto accesso a un'alimentazione adeguata nel 2020, un aumento di quasi 320 milioni di persone in un solo anno", afferma il rapporto. Una persona su 10 era denutrita.

Il rapporto è stato pubblicato congiuntamente dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao), il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), il Fondo di emergenza per l'infanzia delle Nazioni Unite (Unicef), il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) e il World Food Organizzazione della Sanità (Oms). Le agenzie hanno affermato che c'è un'opportunità unica per invertire la dinamica quest'anno, grazie a due importanti vertici su cibo e nutrizione, insieme all'incontro COP26 sui cambiamenti climatici.

In Catalogna la quinta ondata​

La quinta ondata di coronavirus continua a colpire duramente la Catalogna, con un'esplosione di casi senza precedenti in tutta Europa. A lanciare l'allarme è il ricercatore catalano Daniel Prieto-Alhambra in un'intervista radiofonica citata dal quotidiano La Vanguardia. L'esperto ha sottolineato che "la velocità del contagio in Catalogna non si è vista nemmeno nel Regno Unito", insistendo sulla necessità di applicare "misure chirurgiche" mentre fa appello alla responsabilità individuale per fermare la trasmissione comunitaria.

Le persone ricoverate in ospedale e nei reparti di terapia intensiva a causa di Covid-19 continuano ad aumentare in Catalogna, che si prepara a vivere nuove restrizioni. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati altri 104 ricoverati in strutture sanitare, per un totale di 980, e 22 pazienti critici in più in terapia intensiva rispetto al saldo di 24 ore fa, per un totale di 182. Non si registrano decessi.

Nelle ultime 24 ore, sono stati riportati 5.503 nuovi casi di Covid-19 confermati nella comunità catalana, portando il totale dall'inizio della pandemia a 721.693. L'indice Rt è sceso ancora portandosi sotto al 2, precisamente a 1,93. Anche il rischio di ricrescita (Epg) è sceso di 168 punti, a 1.590. L'incidenza cumulata a 14 giorni è passata da 753.91 a 848,17 ogni 100 mila abitanti.

Olanda. «Scusate ci siamo sbagliati a riaprire»

"Quello che pensavamo fosse possibile in realtà non lo era". Così il premier olandese Mark Rutte si è scusato oggi per aver preso a fine giugno, insieme al suo ministro della Sanità, la decisione di autorizzare la riapertura di molte attività rivelatasi poi intempestiva alla luce della ripresa dei contagi che si sta registrando in questi ultimi giorni. Sabato scorso il numero dei nuovi casi di Coronavirus registrato è stato il più alto dallo scorso Natale mentre ieri ad Amsterdam il numero delle infezioni segnalate in un solo giorno ha toccato il nuovo picco degli ultimi due mesi.

Dopo sole due settimane di riapertura, nightclub e discoteche sono state costrette a chiudere di nuovo dalle autorità olandesi. Sono state inoltre reintrodotte misure restrittive per quanto riguarda lo svolgimento - e la partecipazione del pubblico - di manifestazioni come festival musicali o altri eventi pubblici tipicamente estivi.

A Bangkok torna il coprifuoco​

Le autorità di Bangkok hanno imposto oggi maggiori restrizioni anti Covid per oltre 10 milioni di persone nella capitale thailandese mentre il regno continua ad affrontare un'impennata di casi legata alla variante Delta. Dall'inizio della pandemia la Thailandia ha registrato più di 326.300 infezioni (inclusi 2.711 decessi), gran parte delle quali rilevate durante la nuova ondata iniziata ad aprile. Oltre a Bangkok, i contagi stanno salendo anche in nove altre province.

Nella capitale il coprifuoco è scattato ieri alle 21:00 (fino alle 4 di questa mattina, ora locale) e già dall'alba sono stati istituiti posti di blocco in tutta la città. Sono vietati inoltre gli assembramenti di oltre cinque persone ed i trasporti pubblici saranno in servizio solo alle 21:00. Resteranno aperti i supermercati, le banche, i ristoranti e le farmacie.

Contagi record a Cuba​

Cuba ha registrato oggi 47 nuovi decessi e 6.923 nuovi contagi di coronavirus nelle ultime 24 ore, nuovi dati record per la pandemia considerata "allarmante" e in aumento dalle autorità sanitarie dell'isola. Sono "cifre allarmanti che aumentano ogni giorno", ha dichiarato Francisco Durán, direttore nazionale di Epidemiologia del ministero della Salute, riportando la situazione
epidemiologica del Paese. Dei morti segnalati oggi, 29 sono stati registrati a Matanzas, provincia nell'ovest del Paese che continua a essere il centro della pandemia nell'isola, e che ha registrato 3.351 nuovi contagi, quasi la metà di quelli avvenuti a livello
nazionale.

L'Indonesia espelle i turisti che violano le regole anticovid​

Diversi turisti stranieri sono stati espulsi da Bali per aver violato le rigide misure anti-Covid vigenti sull'isola colpita da una nuova ondata di contagi. Tre visitatori provenienti da Stati Uniti, Russia e Irlanda sono stati messi su voli diretti nei rispettivi Paesi dopo
essere stati individuati senza mascherine in pubblico, in violazione così delle regole stringenti imposte dall'e autorità sull'isola. Una donna russa che aveva rifiutato di osservare l'autoisolamento dopo essere risultata positiva al Covid è stata fatta rientrare nel suo Paese una volta risultata negativa. Intanto in Indonesia si conta la cifra record di 40.427 nuove infezioni e 891 decessi nelle ultime 24 ore, a conferma che una nuova ondata dell'epidemia sta colpendo il Paese.


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