martedì 13 luglio 2021
Sono circa 45mila (il 9,5%) gli studenti delle superiori che, con le lezioni in presenza interrotte a causa del Covid, hanno terminato l'anno mostrando "competenze inadeguate". Un'emergenza educativa
I moduli delle prove Invalsi in una classe

I moduli delle prove Invalsi in una classe - Ansa

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I dati sono preoccupanti. Un altro effetto devastante della pandemia che colpisce, stavolta, il fronte della scuola e dell'educazione dei giovani. Secondo le prove Invalsi 2021, infatti, il 9,5% degli studenti italiani ha terminato il liceo, o l'istituto tecnico, "con competenze di base fortemente inadeguate" (due anni fa era il 7%). Si tratta di circa 45mila giovani che rientrano nella categoria della "dispersione scolastica implicita". Sono quei ragazzi che hanno, solo un'"infarinatura" di italiano, matematica e inglese ma che all'uscita della scuola, anche se promossi, "non hanno acquisizioni salde" e in molti casi non all'altezza degli studi intrapresi. Un fenomeno che riguarda anche l'università, sottolineano gli esperti. E, numeri Invalsi alla mano, risulta che è del 23% "il livello stimato dei giovani della fascia d'età 18-24 anni che si trova in forte difficoltà nel 2021" avendo per questo abbandonato la scuola o terminandola regolarmente ma senza acquisire le minime competenze di base (erano il 22,1% nel rilevamento del 2019). E permane il divario Nord-Sud, con il Meridione ancora indietro, con la quota di studenti sotto il livello minimo di preparazione che cresce di più tra chi è socialmente svantaggiato.

In particolare, sia nella scuola secondaria di primo grado sia nella scuola secondaria di secondo grado, rispetto al 2019, i risultati dell'anno scolastico appena concluso che riguardano Italiano e Matematica sono più bassi, mentre quelli di Inglese (listening e reading) sono stabili. Tra i principali esiti dei quesiti sottoposti agli studenti - e questo è un elemento positivo - c'è che la scuola primaria riesce a garantire risultati analoghi a quelli riscontrati nel 2019, soprattutto per quanto riguarda l'apprendimento dell'italiano e della lingua inglese.

Le prove Invalsi (i cui risultati definitivi verranno presentati ufficialmente oggi) hanno coinvolto oltre 1.100.000 allievi della scuola primaria (classe II e classe V), circa 530.000 studenti della scuola secondaria di primo grado (classe III) e circa 475.000 studenti dell’ultima classe della scuola secondaria di secondo grado. Sono state svolte oltre 3.820.000 prove CBT (computer based testing) nell’arco di quasi tre mesi, da marzo a maggio nelle scuole medie e superiori. Quest’anno non erano previste le prove per gli studenti delle classi II della scuola secondaria di secondo grado.

L'incremento della povertà educativa che si intravede, precisa la relazione Invalsi a margine dello studio, "richiede una prospettiva multifattoriale" con azioni complementari tra organizzazioni diverse che coinvolgano scuole, enti locali, fondazioni e Terzo Settore. Con iniziative e a lungo termine. Non basteranno, cioè, solo i corsi di recupero a settembre. Ma qui la palla passa alla politica.

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