domenica 5 aprile 2020
La commemorazione dell'11esimo anniversario nella notte tra il 5 e il 6 aprile. Il cardinale Petrocchi: 309 rintocchi di campana
La Basilica di Collemaggio a L'Aquila distrutta dal terremoto nel 2009 e oggi, dopo la ricostruzione

La Basilica di Collemaggio a L'Aquila distrutta dal terremoto nel 2009 e oggi, dopo la ricostruzione - Ansa

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Una luce accesa sul balcone o alla finestra in tutte le case degli italiani in ricordo del sisma dell'Aquila in cui morirono 309 persone, per una commemorazione inedita e unica nel suo doloroso dispiegarsi dove la disciplina e la compostezza degli aquilani faranno posto ai dettami delle rigide misure restrittive legate all'emergenza del Coronavirus: nella notte tra il 5 e il 6 aprile - che coincidono quest'anno con la domenica delle Palme e l'inizio della settimana di Pasqua proprio come undici anni fa - non ci sarà la fiaccolata che l'anno scorso registrò 15 mila partecipanti, bensì una cerimonia con tre autorità, che su mandato dei Comitati dei familiari delle vittime, rappresenteranno il sentimento della popolazione colpita dalla tragedia del 2009.

Ci saranno lo Stato, rappresentato dal prefetto, Cinzia Torraco, il Comune dell'Aquila con il sindaco Pierluigi Biondi, e il primo cittadino di un paese del cratere sismico, Francesco Di Paolo di Barisciano. "Questo 6 aprile - spiega Biondi - è città e territorio uniti, un ricongiungimento ideale. Per questo ringrazio il presidente dell'Anci Decaro per aver raccolto il nostro invito a tenere una luce accesa in tutte le case in ricordo di quella tragedia, che ci accomuna come quella di oggi: il corpo aquilano è il corpo dell'intera nazione".

Secondo l'ex sindaco Massimo Cialente, dieci anni tra le macerie e la ricostruzione, "la vita ci ha tolto la seconda Pasqua in 11 anni: per noi aquilani è un'altra botta forte alla psiche, ma paradossalmente ci siamo già passati, noi sappiamo cosa voglia dire restare chiusi nelle tende o negli alberghi per giorni in solitudine o in silenzio. L'unica cosa vera è che con questo isolamento ci verrà più difficile elaborare un lutto collettivo".

Il cardinale dell'Aquila, Giuseppe Petrocchi, nel sottolineare che "l'allerta da coronavirus non riuscirà ad ammutolire la memoria del rovinoso sisma del 2009" affida un pensiero a quanti stanno soffrendo per la pandemia: "la città affiderà la sua voce ai 309 rintocchi di campana che, nella notte, ricorderanno le vittime del terremoto. Questi suoni, mesti e solenni, intendono abbracciare con la loro eco anche il dolore di tutte le famiglie che hanno perso i loro cari, spesso in circostanze strazianti, a causa del micidiale contagio".

Su deroga concessa dalla Questura e dalla Prefettura i parenti delle vittime potranno fare visita al cimitero il 5 e il 6 aprile grazie a un servizio speciale di trasporto su prenotazione organizzato dal Comune ed eseguito dall'Ama, la locale società di trasporti.

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