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SPUTARE SULLA LIBERTÀ

Gianfranco Ravasi giovedì 2 giugno 2005
Chi, quando si parla di libertà, non pensa ad altro che alla libertà degli automobilisti, alla libertà economica e alla libertà di diventare ricchi, sputa sulla parola "libertà".
Il titolo è divertente, Al mondo ci sono più zie che lettori (Marcos y Marcos 1989), e riflette la temperie del suo autore, lo scrittore svizzero di Lucerna Peter Bichsel, 70 anni, che critica la grettezza della società contemporanea, inalberando però il vessillo della fiducia nella forza dell'immaginazione, della creatività, dell'estro umano. Proprio per questo egli detesta chi umilia la parola "libertà" applicandola solo al libero mercato, alla furbizia nell'arricchirsi, all'arbitrio di fare ciò che aggrada sempre e comunque. Un pensiero che vorremmo proporre nel giorno della nostra festa nazionale che parla di valori autentici di autonomia, di civiltà, di diritti contro ogni prevaricazione, oppressione e servitù.Purtroppo queste categorie nobili spesso sono solamente ben stampate sui libri di scuola, mentre nell'esperienza quotidiana predomina proprio quello "sputo" sulla vera libertà, fatto di sguaiatezza, di imbrogli, di truffe, di furberie, di condoni, di privilegi, di abili sotterfugi, di abusi codificati talora persino con leggi e con favoritismi formalizzati. È, allora, necessario riproporre un sussulto della coscienza e della moralità che sono la vera anima della libertà. Solo così si pulisce questa parola dagli abusi che fioriscono sulle labbra e nel comportamento di molti. Solo così ritorna ad essere una realtà genuina, vero cuore della società ed espressione della dignità umana.