lunedì 14 novembre 2011
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Mai prima era accaduto che una fede, una credenza o un sistema di pensiero ritenuto – a torto o a ragione – ostile allo Stato venisse tollerato. Anche religione e filosofia erano, nella forma mentis antica, affare di Stato; l’adesione all’ideologia del potere era data per scontata, in ogni ambito della vita, e la defezione non era esercizio di libertà ma tradimento, lesa maestà. Quei tre anni dal 311 al 313, ognuno segnato da un evento centrale, scardinarono una concezione acquisita da millenni e introdussero una novità epocale: nella storia fece irruzione la tolleranza. Con l’Editto di Nicomedia di Galerio del 311, la battaglia di Ponte Milvio del 312 e l’Editto di Milano di Costantino del 313 la dicotomia tra adesione integrale allo Stato e ribellione venne spezzata, introducendo la possibilità di posizioni più sfumate, più ricche. La lealtà del suddito – non certo ancora cittadino – divenne oggetto di valutazione individuale, e non più automaticamente catalogata in base alla sua adesione formale a ogni singolo aspetto proposto dall’ideologia del potere. Da questo punto di vista, paradossalmente, l’Editto di Teodosio, che nel 380 proclamò il cristianesimo religione di Stato, rappresentò una sorta di passo indietro, nel tentativo di puntellare un traballante potere politico alla ben più vitale energia di una fede in espansione. Da allora il cammino della tolleranza è stato ancora lungo e ondivago, né si può ritenere concluso: sia perché in larghe fette del mondo è ancora obiettivo da raggiungere, sia perché anche dove passa per essere acquisito si trova costantemente – e forse strutturalmente – sotto pressione. Per esempio, rimanendo alla libertà religiosa, quando si tenta di ridurla al mero privato, negandone il diritto ad affermarsi nello spazio pubblico. Anche per questo il triplice anniversario, che ovviamente avrà nel 2013 il suo culmine, è valida occasione per meditare sul profondo significato dell’essere tolleranti, al di là della petizioni di principio.
Evento centrale delle rievocazioni organizzate dalla Curia ambrosiana sarà la mostra che verrà allestita al Museo Diocesano di Milano a partire dal prossimo ottobre e incentrata proprio – illustra il direttore del museo, Paolo Biscottini – «sulla tolleranza quale principio irrinunciabile di tutta la cultura occidentale. I temi saranno l’accoglienza nel mondo romano, la Milano imperiale, le figure di Elena e Costantino, il simbolo della croce». La convivenza delle diverse religioni dell’impero sarà rappresentata attraverso una rassegna di iconografie cristiane e pagane che ornavano oggetti d’arte, sia di destinazione ufficiale sia privata, mentre l’affermazione del cristianesimo sarà documentata con materiali relativi alla costruzione delle grandi basiliche, da Roma ad Aquileia. Milano rivivrà la sua storia come centro dell’impero e, in un certo senso, del cristianesimo da Costantino ad Ambrogio, e ampio spazio verrà dedicato alla figura del sovrano, con le sue insegne militari per la prima volta cristiane, e a quella della madre Elena, soprattutto nel suo percorso di ricerca della Vera Croce. Sulla simbologia si soffermeranno la rassegna dedicata al crismon, il monogramma che combina le iniziali greche del nome di Cristo (chi e ro), e quella incentrata sulla croce stessa, «un segno fino ad allora di colpa infamante – rileva Biscottini – diventato cifra dell’adesione alla fede cristiana». Alla data simbolica del 313 si raccorda anche l’esposizione che dovrebbe tenersi alla Triennale – ma al momento è ancora da definire –, sempre a Milano, e incentrata sul “design del sacro”, soprattutto contemporaneo. La Regione Lombardia progetta una grande incontro sulla libertà di culto, mentre la comunità evangelica meneghina sta mettendo in cantiere una sua settimana di festeggiamenti. Le “Manifestazioni commemorative costantiniane” promosse dal Pontificio comitato di Scienze storiche partiranno già tra pochi mesi, con un convegno di studi dedicato alla battaglia di Ponte Milvio; a Milano si terranno nel 2013 un convegno sull’Editto e varie manifestazioni ecumeniche, mentre lezioni magistrali e seminari di approfondimento toccheranno entrambe le città.
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