giovedì 15 giugno 2017
Lettera al vescovo di Cremona monsignor Giovanni Cazzani del 1949
«Senza tariffe per i riti la gente non avverte più le differenze»
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Anticipiamo una lettera inedita di don Primo Mazzolari a monsignor Giovanni Cazzani (1867-1952), il vescovo di Cremona il cui mandato attraversa quasi tutto l'arco del ministero sacerdotale del parroco di Bozzolo, raccolta nel volume «La carità è sempre un po' eccessiva» (Edb, pagine 128, euro 9,50).

Bozzolo, vigilia dell'Assunta 1949

Eccellenza,

vi chiedo perdono del ritardo, mentre vi ringrazio del vostro paterno interesse a una mia povera esperienza di ministero. Dopo il fallito tentativo del 1921 in Ss. Trinità di Bozzolo, in attesa che i tempi si maturino per la riforma che ci sta a cuore, mi son dato premura, prima a Cicognara e poi qui, di diminuire le diseguaglianze in Chiesa, facendomi aiutare dai miei stessi parrocchiani, con i quali dialogo sovente sul delicato argomento. Non ho ancora soppresso le tariffe, che credo siano però tra le più basse della diocesi; ma do ad esse un solo valore indicativo nei riguardi degli abbienti, che, in genere, non chiedendo loro, finiscono per dare di più e con spontaneità. Ne guadagnano le opere parrocchiali, specialmente la S. Vincenzo, che viene quasi sempre ricordata. Per i poveri ogni servizio religioso, all’infuori degli Uffici funebri (anniversari ecc.) è gratuito e con quasi nessuna differenza. Il clero parrocchiale partecipa a tutti i funerali, eccettuato il caso di assenza forzata, il che però vale anche per i benestanti, avendo eliminata l’usanza di invitare sacerdoti limitrofi. Il parroco veste il piviale indistintamente, e se il funerale, come ormai è costume generale, è nel pomeriggio, si svolge secondo questa linea rituale: recita del Miserere dalla casa alla Chiesa – il Subvenite con organo e piccola corale – invitatorio – Benedictus – assoluzione con incen- so – S. Messa il mattino dopo. Al Cimitero, sempre un solo sacerdote. Se l’esequie avviene di mattina, dopo l’invitatorio e il Benedictus, Messa piana con accompagnamento di canti liturgici: il Kyrie, l’Offertorio, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei. Ai matrimoni, anche se di poveri, sempre la S. Messa, l’organo e la paratura semplice ma decorosa. Per i Battesimi, solennità liturgica eguale. L’organo, se richiesto. Offerta libera. La mia gente non avverte più le differenze e i poveri ne sono contenti e riconoscenti e generosi. Come si vive? I miei sacerdoti sono poveri come il loro parroco, ma il necessario non è finora mancato. Il bilancio delle Chiese è tenuto nei limiti più parsimoniosi. Gli inservienti non hanno un buon mensile (fra l’altro c’è il peso di due chiese), ma la popolazione, pregata da noi, li aiuta in molti modi. Il sagrista di S. Pietro, che ha cinque bambini, è soccorso generosamente ed io lascio volentieri che gli si dia mano. Presto, con l’aiuto di Dio e della mia gente, che mi sembra ormai matura, spero di arrivare alla cancellazione delle tariffe, seguendo il Vescovo di Arles, la cui coraggiosa iniziativa, per l’intervento allarmato di molti vescovi (voi, Eccellenza, capite e soffrite da tanto tempo ed io ne sono orgoglioso e lo vado dicendo ovunque!) può considerarsi un infortunio sul lavoro. Ma la strada è questa.

Vi bacio la mano con tanta affettuosa venerazione.

Vostro sac. Primo Mazzolari»

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