mercoledì 29 novembre 2017
Inaugura "Andrea Chénier" di Giordano con Eyvazov e Netrebko e regia di Martone. Chailly: «Rilanciamo il Verismo sottovalutato». Il sovrintendente Pereira «E l'anno prossimo aprirà Attila di Verdi»
Da sinistra Luca Salsi, Mario Martone, Anna Netrebko, Riccardo Chailly, Yusif Eyvazov e Margherita Palli oggi a Milano

Da sinistra Luca Salsi, Mario Martone, Anna Netrebko, Riccardo Chailly, Yusif Eyvazov e Margherita Palli oggi a Milano

«L’anno prossimo apriremo la stagione della Scala con Attila, un capolavoro di Verdi che fa parte di una trilogia con Giovanna d'Arco e Macbeth, un ciclo che chiuderemo nei prossimi anni». Non è ancora andata in scena la prima di questa stagione che già il sovrintendente della Scala, Alexander Pereira, pensa al futuro. L’annuncio è stato dato a un gruppo di detenuti di San Vittore a cui oggi il sovrintendente, in visita al carcere ha raccontato l’Andrea Chénier di Umberto Giordano, opera che apre la stagione di quest’anno, accolto da entusiasmo e applausi. Oltre al messaggio della musica, in questo Andrea Chénier c'è anche un messaggio di coraggio, perché nella vita «se non riusciamo a realizzare i nostri sogni, spesso è per colpa della paura» ha detto Pereira ai detenuti

La Prima Diffusa in 30 luoghi di Milano

L’opera verrà proiettata in diretta il 7 dicembre anche nel carcere di San Vittore e presso l’Istituto penitenziario Cesare Beccaria. Questo grazie all’iniziativa della Prima Diffusa, che da domani, 30 novembre, al 10 dicembre, grazie al Comune di Milano e Edison porterà l’opera in oltre 30 luoghi e spazi della città, con più di 50 tra proiezioni in diretta, concerti, reading e performance gratuiti. Il cuore della Prima Diffusa 2017 tornano a essere le proiezioni in diretta dell’opera inaugurale della stagione scaligera, in collaborazione con Teatro alla Scala e Rai. Ventisette luoghi di proiezione nei nove municipi della città. Molti i luoghi simbolici, oltre al Beccaria e a San Vittore, come la Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci”, il Teatro Rosetum, ma anche nuove sedi come il Teatro Maciachini, il Borgo Sostenibile di Figino, Base Milano, Artepassante Repubblica e Fondazione Feltrinelli e altre conferme da Mare Culturale Urbano al Barrio's al Teatro dal Verme.

Le prove di 'Andrea Chénier' con Eyvazov e Netrebko (foto Brescia'Amisano - Teatro alla Scala)

Le prove di "Andrea Chénier" con Eyvazov e Netrebko (foto Brescia/Amisano - Teatro alla Scala)

Il regista Martone: «La rivoluzione è una contraddizione umana»

Grande attesa comunque già si respira al Teatro alla Scala dove stamattina è stata presentata l’apertura della Stagione 2017/2018 il 7 dicembre alle ore 18 con Andrea Chénier di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, con la direzione del maestro Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone. Le scene sono firmate da Margherita Palli, e il cast schiera come protagonisti la coppia d’oro della lirica, il tenore Yusif Eyvazov nei panni del poeta Andrea Chénier e sua moglie, il grande soprano Anna Netrebko come Maddalena di Coigny. Acanto a loro il lanciatissimo baritono Luca Salsi come Gérard. Attesi fra gl ospiti il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (non ancora confermato) e il presidente del Senato Pietro Grasso. L’opera, che narra dello sfortunato amore tra il poeta rivoluzionario Andrea Chénier e Maddalena, sullo sfondo turbolento della Rivoluzione Francese è un capolavoro del verismo musicale italiano che mancava da 32 anni alla Scala. «Mi auguro che la Scala non attenda altri 32 anni per metterla in scena – ha detto stamane il direttore Riccardo Chailly che ha rivendicato il valore dell’opera di Giordano e del verismo musicale –. Un’opera che insieme a Cavalleria rusticana è stata molto importante per la storia della nostra musica, con una struttura sinfonica audace e un amalgama vocale di notevole difficoltà».

Il sovrintendente Pereira conferma di voler valorizzare il Verismo alla Scala con altre tre opere: Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, L’amore dei tre re di Italo Montemezzi e Fedora di Giordano. Invece il regista Mario Martone ha già portato in scena la Rivoluzione francese a teatro in Morte di Danton di Büchner. «La Rivoluzione è la contraddizione tra lo slancio vitale e la conclusione tragica dell’evento rivoluzionario, che sia la rivoluzione francese, quella russa o le Primavere arabe – ha spiegato –. E’ una contraddizione umana». Al centro resta una storia d’amore «per le persone, per la poesia, la giustizia, la Patria» aggiunge il regista , «menrtre dall’altra parte c’è l’impossibilità di portare a compimento gli ideali originali, una fissità rappresentata in apertura di sipario da un carillon e da alcuni automi».

Il tenore Yusif Eyvazov col maestro Riccardo Chailly alla Scala

Il tenore Yusif Eyvazov col maestro Riccardo Chailly alla Scala

Il dg Rai Orfeo: «7 dicembre in diretta, dovere del servizio pubblico»

«È l’evento culturale più importante dell’anno, e la Rai, come prima azienda culturale italiana, ha il dovere di trasmettere la prima del 7 dicembre in diretta». Il direttore generale della Rai Mario Orfeo conferma l’impegno «a sviluppare sempre più negli anni la collaborazione con la Scala, con sempre maggiore qualità», sperando di bissare il successo d’ascolto l’anno scorso su Rai 1 di Butterfly di Puccini, che ottenne un ascolto medio del 13,5% e 2.650.00 spettatori. Quindi Rai Cultura trasmetterà in diretta in esclusiva su Rai1 il prossimo 7 dicembre a partire dalle 17.45 Andrea Chénier. Lo spettacolo, con la regia televisiva di Patrizia Carmine, è trasmesso in diretta anche su Radio3 e su Rai1 HD canale 501, oltreché nelle sale cinematografiche. Grazie a Rai Com l’opera sarà trasmessa anche in Francia e altri Paesi di lingua francese e in Germania e altri Paesi di lingua tedesca su Arte, in Repubblica Ceca, Ungheria, Svizzera, Portogallo, Giappone. Quasi tre ore di trasmissione, completa di sottotitoli. Anche quest'anno grande attenzione è stata riservata alla ripresa audio e video dello spettacolo, curata dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano, con 12 telecamere in alta definizione, 40 microfoni nella buca d'orchestra e in palcoscenico, 20 radiomicrofoni dedicati ai solisti e al coro.

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