martedì 9 giugno 2020
Il Consiglio federale Figc rigetta la proposta della Lega A, che aveva chiesto il blocco delle retrocessioni La Serie A donne non ripartirà
Play off e algoritmo: ecco come funzionano i Piani B e C di Gravina

LaPresse

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Un algoritmo vi seppellirà. Nel mentre il calcio italiano fa rombare i motori ingolfati e si prepara alla ripresa del campionato, con inizio previsto il 20 giugno, quando si giocheranno i recuperi della 25ª giornata, e chiusura fissata per il 2 agosto. Ieri c’è stata un’altra significativa tappa di avvicinamento: il Consiglio Federale. Che alla fine ha visto un solo vincitore, il presidente della Figc Gabriele Gravina, e ha definito nuovi rapporti di forza con una certezza: la Lega Serie A conta poco o nulla.

Gravina da tempo - anche nelle settimane più buie e drammatiche della pandemia è stato il più strenuo sostenitore della necessità di darsi un protocollo sanitario e un "paracadute" tecnico per far ripartire la Serie A. Le linee-guida di Gravina sono state approvare con una votazione quasi unanime (18-3, dove i voti contrari sono appunto quelli della Lega Serie A). Bocciata su tutta la linea la proposta avanzata dalla Lega A, che venerdì scorso in Assemblea aveva chiesto il blocco delle retrocessioni. Un’ipotesi che Renzo Ulivieri - presidente dell’Associazione Italiana Allenatori - aveva definito "una furbata". E dunque: il calcio italiano - in caso di stop causa emergenza coronavirus - ha dunque un Piano B e un Piano C.

Il Piano B prevede la disputa dei play off e dei play out. Il Piano C invece prevede la classifica congelata e l’utilizzo del contestatissimo algoritmo. Attenzione: l’algoritmo - nel caso di stop del campionato - riguarderebbe solo l’accesso alle Coppe europee (Champions e Europa League: c’è l’Uefa) e le retrocessoni (tre). Non lo scudetto, questa è la novità più rilevante. Il tricolore infatti - a meno che la prima in classifica non sia matematicamente irraggiungibile - non verrebbe assegnato.

«Ha vinto il calcio - ha dichiarato Gravina ieri - che ha dimostrato coerenza. Andiamo avanti su questa strada. Dal primo momento abbiamo sostenuto l’esigenza di non rimanere fuori dal panorama internazionale, tra le big five siamo in quattro [insieme a Germania, Spagna e Inghilterra, ndr] che hanno fatto la scelta di concludere i nostri tornei».

L’algoritmo funziona così: il calcolo prevede l’utilizzo di media punti in casa e media punti in trasferta, da moltiplicare per il numero di partite rimanenti rispettivamente tra le mura amiche e fuori casa. La classifica finale quindi vedrebbe la somma di punti ottenuti, coefficiente per partite casalinghe (media punti per partite rimaste) e coefficiente per partite esterne (media punti per partite rimaste).

Restano aperte altre questioni. E tutte decisive per la ripresa. La prima riguarda la quarantena obbligatoria di due settimane in caso di contagio di un giocatore, anche se i vertici della Figc spingono con il Governo per una linea più morbida. La seconda è quella dei diritti televisivi: partita ancora tutta da giocare tra club di Serie A e broadcaster (Sky e Dazn), con strascichi che inevitabilmente finiranno in tribunale. La terza interessa nello specifico i contratti dei giocatori, che scadono il 30 giugno. Con il campionato che prosegue oltre vanno rimodulati anche i contratti e i prestiti.

Vi è poi un’altra questione etica: negli ultimi giorni - da Gasperini a Iachini passando per D’Aversa - ci sono allenatori che autocertificano con interviste e dichiarazioni di essere stati contagiati e di aver superato la quarantena, ma ciò non fa che aumentare i sospetti sulle comunicazioni ufficiali dei club nelle scorse settimane, quando per un lungo periodo - a proposito dei contagiati - c’è stato il silenzio più assoluto. E sorge spontanea una domanda: come si comporteranno questi club a fronte di un contagiato nello staff? Denunceranno il contagio e si autoimporranno lo stop e la quarantena o invece lo maschereranno derubricandolo alla voce infortunio, isolando il contagiato e continuando ad allenarsi?

In ogni caso: ricordiamo che le partite verranno giocate alle 19.30 e alle 21.45, con una piccola parte delle gare è stata invece programmata alle alle 17.15. Intanto aumentano le voci che chiedono una parziale riapertura degli stadi al pubblico. Il vice ministro alla Salute Sandra Zampa a La politica nel pallone! su Gr Parlamento dice che «sulla scia di cinema e teatri aperti, ci si può lavorare, magari per la partita conclusiva del campionato» e chiude a una revisione della quarantena di 14 giorni: «Ci sarebbe disparità di trattamento e sarebbe dannoso per i calciatori».

Va detto anche da venerdì e sabato si giocheranno le semifinali di ritorno della Coppa Italia, antipasti del piatto forte dell’estate italiana: la ripresa del campionato. In cartellone ci sono Juventus- Milan (andata 1-1) e Napoli-Inter (andata 1-0). Curiosità: nessuno dei quattro tecnici in corsa - Sarri, Pioli, Gattuso e Conte - ha mai avuto la soddisfazione di alzare al cielo il trofeo. Per chi vincerà sarà la prima volta.

Da segnalare infine che nel Conisglio Federale sono state confermate le promozioni in Serie B di Monza, Vicenza e Reggina, prime dei rispettivi gironi di Serie C. Stop invece al campionato di Serie A femminile, che non ripartirà: alla conclusione del torneo mancavano sei giornate più il recupero Milan-Fiorentina. Se ne riparla l’anno prossimo.

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