venerdì 11 settembre 2009
Scintille nella scuderia francese dopo il racconto di Nelson Piquet Junior alla Fia: il pilota ha confessato di essere stato costretto dai suoi manager (Briatore e Pat Symonds) ad avere l'incidente che favorì la vittoria del compagno di squadra Alonso nella gara del 28 settembre 2008. La Renault non ci sta e presenta denuncia per tentata estorsione contro lui e il padre.
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La Renault ha presentato una denuncia al Tribunale di Parigi per tentata estorsione contro l'ex pilota della scuderia francese Nelson Piquet Junior e contro suo padre Nelson Piquet Senior in merito alle accuse lanciate dai due su quanto sarebbe accaduto il 28 settembre 2008 in occasione del gran premio di Singapore. In particolare, Nelson Piquet Junior ha denunciato alla Fia che i suoi manager, Flavio Briatore e Pat Symonds, gli avevano detto che doveva avere un incidente al 14/o giro per favorire la vittoria del compagno di squadra Fernando Alonso. Un'analoga denuncia è stata presentata anche in Gran Bretagna. Il racconto di Piquet. La data della confessione è il 30 luglio. A Parigi, davanti ai giudici della Federazione internazionale dell'automobile di place de la Concorde, Nelson Piquet Jr racconta in quattro pagine di verbale la sua verità su quanto è accaduto a Singapore, il 28 settembre 2008, nella prima gara in notturna della storia della Formula 1: "Mi hanno ordinato di andare a sbattere per favorire la vittoria della scuderia con Alonso". La Renault, che ufficialmente non fa commenti fino al 21 settembre quando il consiglio mondiale dello sport motoristico della Fia si riunirà a Parigi per esaminare il caso, respinge al mittente ogni accusa. La Fia, per ottenere la confessione, avrebbe garantito l'impunità al pilota.Il verbale dell'interrogatorio è stato pubblicato integralmente ieri dal sito britannico F1sa ed è stato ripreso subito dai siti brasiliani e dai giornali di tutto il mondo. "Ero in uno stato d'animo molto vulnerabile, stavamo trattando il rinnovo del contratto nei giorni in cui si correva" racconta Piquet nel documento. "La proposta di provocare un incidente deliberatamente mi è stata fatta poco prima della gara - spiega il brasiliano -, quando sono stato avvicinato da Briatore e Symonds (rispettivamente team principal e capo degli ingegneri, ndr). Quest'ultimo, alla presenza di Briatore, mi ha chiesto se ero disposto 'a sacrificare la mia gara per la scuderia, costringendo la Safety Car ad entrare in pista". Piquet sottolinea il motivo per cui ha accettato di provocare l'incidente, affermando: "Quando me lo hanno chiesto, ho pensato che ciò mi avrebbe aiutato nell'ambito del rinnovo del contratto (è stato sostituito dopo la gara di Budapest a fine luglio, ndr)". "Dopo il colloquio - continua il pilota - Symonds mi ha chiamato in un angolo e mi ha mostrato una mappa, appunto la curva esatta dove io avrei dovuto uscire di pista. E mi ha anche indicato il giro in cui avrei dovuto farlo, affinché il mio compagno di squadra Fernando Alonso potesse rifornirsi ai box, dopo l'entrata della Safety Car, cosa che ha fatto al 12/o giro". Alonso all'oscuro di tutto: «Sono senza parole». Alonso, che secondo la ricostruzione della rivista specializzata inglese Autosport era all'oscuro di tutto, è incredulo alle parole di Piquet. "Sono sorpreso, molto sorpreso" ha ripetuto. "Non riesco ad immaginare questa situazione - ha detto l'asturiano - Sono sorpreso e non voglio perdere altro tempo su questo argomento. Penso alla prossima gara". La vicenda non muta i suoi rapporti all'interno del team, ed in particolare con Briatore: "È sempre stato un capo corretto con me. È il capo ed è un amico. Penso sia una bravissima persona, può contare sul mio appoggio".
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