mercoledì 31 agosto 2022
Oggi La Mostra del Cinema inaugura con “Metamorfosi” il corto, omonimo del progetto premiato da Mattarella: il legname delle barche dei migranti è diventato strumenti musicali
Una scena del corto Metamorfosi. Il canto del mare” che oggi verrà presentato al 79° Festival del Cinema di Venezia

Una scena del corto Metamorfosi. Il canto del mare” che oggi verrà presentato al 79° Festival del Cinema di Venezia

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Una giovane violinista su un antico vascello attraccato alla splendida Punta della Dogana di Venezia intona una dolce sinfonia. È Il canto del legno, la nuova composizione di Nicola Piovani, e il suo violino è uno di quelli costruiti dai detenuti del carcere di Opera con i legni dei barchini dei migranti abbandonati sulle nostre coste o, peggio, affondati con il loro carico di dolore. Sono le toccanti immagini del cortometraggio Metamorfosi: un canto del mare che racconta l’omonimo progetto di inclusione, che verrà presentato oggi in occasione dell’apertura della 79ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Il progetto Metamorfosi, promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli e dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria è stato insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana per l’alto valore sociale e di legalità di cui è portatore. L’importante riconoscimento, consegnato ai tre promotori, premia un progetto dal quale è stato realizzato il corto che sarà presentato oggi, alle 14.30, presso lo spazio Regione Veneto/Veneto film Commission dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia. Il documentario, a partire dal fenomeno migratorio, narra il processo di riutilizzo delle imbarcazioni recuperate a Lampedusa e successivamente trasferite nella Casa di detenzione di Milano- Opera per trasformare il legname utilizzabile in strumenti musicali, alcuni dei quali costituiranno il primo quartetto d’archi che suonerà una sinfonia appositamente composta dal maestro Nicola Piovani.

«Queste note sono state eseguite in anteprima davanti a papa Francesco che ha benedetto quel violino. Speriamo per Natale di poter suonare la Sinfonia con il Quartetto completo davanti al Presidente Sergio Mattarella – spiega il Direttore Generale di ADM, Marcello Minenna – . Questa Sinfonia, rappresenta la rinascita, il trasferire la storia di chi cerca di appartenere a una società civile dove diritti e doveri sono codificati, cosa che non è nei Paesi di provenienza. E questo riconoscimento è motivo di orgoglio. L’Agenzia consolida e amplia così le iniziative in sinergia con il Terzo settore a cui intende riservare una particolare attenzione quale testimonianza di presenza dello Stato a sostegno delle fasce più deboli e bisognose». In 20 minuti il documentario, realizzato da Adm e Venezia Ginko Film con la regia di Giovanni Pellegrini, racconta l’arrivo dei migranti a Lampedusa, il recupero del legno e la sua consegna al carcere di Opera, il lavoro dei detenuti seguiti da esperti liutai e , infine, l’esecuzione dell’opera di Piovani. Alle spalle del corto, però, c’è l’enorme lavoro svolto da Adm. «L’Agenzia da quando si è insediata questa direzione generale ha cercato di identificare i mezzi per risolvere lo smaltimento dei relitti del mare – spiega il direttore Minenna – . Dopo una mia visita istituzionale a Lampedusa, fu creata una cabina di regia a Palazzo Chigi e l’Agenzia ottenne i poteri per poter procedere col suo grande team di chimici e ingegneri. Il legno è quello degli oltre 3mila relitti del mare, spiaggiati, arenati o affondati, fra le isole del Sud, la Sicilia e la Calabria, le mete delle migrazioni».

Ringrazia il Presidente Mattarella per la Medaglia anche il Presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, Arnoldo Mosca Mondadori, ideatore del progetto sociale: «Con il progetto Metamorfosi la nostra Fondazione vuole porre al centro la memoria per ogni persona migrante morta in mare e la necessità di promuovere oggi una cultura dell’accoglienza. Un progetto che avviene nelle carceri italiane, dove attraverso il lavoro si vuole attuare concretamente l’umanizzazione della pena». Concorda il Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Carlo Renoldi: «Qui alla Mostra del Cinema di Venezia si evidenzia, alla società libera, un carcere impegnato nella promozione delle persone detenute e l’impegno de migranti che cercano una nuova vita attraverso il lavoro: un mondo che è parte della nostra Repubblica».

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