domenica 14 marzo 2010
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Mai una scoperta è nata sotto poco confortevoli auspici, questa fu sicuramente l’invenzione del laser. Quando infatti cinquant’anni fa, nel maggio del 1960, il fisico statunitense Theodore Harold Maiman presentò la sua invenzione agli amici e ai colleghi dei laboratori della Huges Research a Malibù (California), ebbe in cambio risatine di sufficienza e qualche bonaria presa in giro. E, come se non bastasse, la prestigiosa rivista Physical Review Letters rifiutò di pubblicare l’articolo con il quale Maiman aveva presentato la sua creazione: il comitato di redazione giudicò il lavoro poco originale e comunque di scarso interesse, perché già la tecnologia conosceva il maser, un congegno inventato nel 1953 da Charles Hard Townes per migliorare la portata delle microonde nei radar e nelle telecomunicazioni. Le profezie, però, si rivelarono sbagliate e ben presto Maiman, scomparso nel maggio del 2007 a ottant’anni, ebbe la soddisfazione di vedere la sua invenzione decollare e segnare una vera svolta nella storia della tecnologia, tant’è che oggi i laser sono entrati di prepotenza nella vita di tutti i giorni. Il laser, in realtà, è un discendente diretto del maser, ma si differenzia da quest’ultimo perché agisce nella luce visibile. Detto in soldoni, il "raggio maser" non lo vedeva nessuno ed era di utilità limitata, mentre il primo "raggio laser" prodotto da Maiman fu un bel fascio di luce rossa che usciva da una bacchetta di rubino e avrebbe trovato un larghissimo impiego. Detto questo, cerchiamo di spiegare le caratteristiche di un laser, acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, una locuzione che significa "amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazioni" e che a quanti sono digiuni di fisica dice poco o nulla. Detto in termini molto semplici il laser è un congegno che produce un sottilissimo fascio di luce ben "collimato", di un unico colore e di elevata intensità. Queste caratteristiche consentono al laser di essere impiegato in mille modi e nei campi più disparati, dalla tecnologia alla medicina, dalla musica alla topografia. Troviamo il laser nei nostri lettori cd e dvd, nei masterizzatori, nei lettori dei codici a barre quando andiamo al supermercato o nelle "penne" dei conferenzieri quando vogliono attirare l’attenzione dell’uditorio in un punto particolare di un’immagine proiettata su uno schermo. Raggi laser di tutti i colori vengono lanciati verso il cielo nelle faraoniche coreografie di certi concerti musicali e altri potentissimi raggi laser hanno acceso la fantasia negli spettatori del film Guerre stellari. Ma forse il più spettacolare utilizzo del laser avvenne nel luglio del 1969, poco dopo la conquista della Luna, quando da una sala allestita a grande profondità sotto il telescopio dell’osservatorio Lick in cima al monte Hamilton (California) fu fatto partire da un cristallo di rubino un raggio di luce talmente intenso da raggiungere il nostro satellite. Lassù, pochi giorni prima, Neil Armstrong e Buzz Aldrin avevano sistemato una serie di "specchi" simili ai catarifrangenti delle biciclette e delle auto e proprio su questi fu indirizzato il laser. Il raggio, dopo aver percorso in poco più di due secondi la distanza Terra-Luna-Terra (circa settecentomila chilometri), consentì la misura esatta della distanza Terra-Luna con un margine di errore di soli quindici metri. Ma oggi la tecnologia del laser si è ulteriormente perfezionata e con questo sistema si è giunti a calcolare la distanza Terra-Luna con un margine di appena due centimetri e mezzo! Con tecniche simili si riesce oggi a calcolare l’oscillazione dell’asse di rotazione della Terra o la deriva dei continenti. Nell’industria il laser viene oggi usato per effettuare saldature e microsaldature, per realizzare minuscoli fori nei materiali, per trasmettere segnali o per ottenere immagini tridimensionali. Ma l’impiego più noto del laser lo troviamo in molti settori della medicina. Grazie alla sua capacità di concentrare grandi densità di energia in piccolissimi spazi, un raggio laser può essere utilizzato come un "bisturi" tutto particolare in grado di tagliare e cauterizzare i tessuti. Molti interventi nel campo dell’oculistica, e in particolare la correzione della miopia e dell’astigmatismo o il distacco della retina, sono effettuati con il laser. Utilizzando questo "bisturi" tutto particolare, infatti, l’oculista riesce a rimodellare il profilo della cornea e a eliminare i difetti della vista, mentre grazie alla foto-coagulazione prodotta dal calore del raggio riesce a "riattaccare" la retina. E dal momento che è possibile realizzare impulsi laser estremamente brevi, gli interventi possono avvenire in appena un millesimo di secondo, circostanza che consente di evitare l’anestesia o le sensazioni dolorose. Anche in dermatologia viene usato il laser per eliminare "macchie" cutanee e per cancellare tatuaggi. Un particolare tipo di microscopio laser, infine, consente una diagnosi accurata e in tempo reale di certi tumori maligni della pelle evitando al paziente la biopsia chirurgica. Ultimamente il laser ha trovato impiego anche in fisioterapia come mezzo antidolorifico delle artriti cervicali o delle lombalgie. Grazie al loro potere penetrante, infatti, i raggi laser creano zone di calore e disinfiammano i tessuti provocando sollievo. Purtroppo, accanto alle applicazioni utili del laser si stanno registrando anche usi poco ortodossi. Una penna laser è sicuramente un bel gingillo, ma usato da mani inesperte può causare guai terribilmente seri, come è accaduto tempo fa a un aereo militare che ha avuto non pochi problemi di atterraggio a causa di un laser puntato da un ragazzino che ovviamente non si era reso conto del grosso guaio che stava per combinare. E il fenomeno, purtroppo, sembra essere diffuso anche in altri Paesi, dove sembra essere diffusa questa moda becera di disturbare gli aerei coi laser. Diverso, invece, è il caso dei soliti stupidi che da qualche tempo usano i laser negli stadi di calcio per disturbare i giocatori mentre sono impegnati a tirare i calci di rigore. L’immagine del "raggio verde" che danzava sul volto dello juventino Diego prima di calciare il rigore in Bari-Juve ha fatto molto scalpore, a dimostrazione che ai nostri tempi, grazie alle moderne tecnologie, perfino l’idiozia si evolve e si specializza.
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