venerdì 31 maggio 2013
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In pellegrinaggio tra le rovine di Magdala. Per incontrare in Terra Santa la figura della Maddalena al di là del mito alimentato da una certa letteratura. E per scoprire anche tanti altri aspetti fino a ora inediti, legati alla predicazione di Gesù sul Lago di Galilea. È quanto già dall’autunno prossimo si potrà fare grazie all’apertura del nuovo sito archeologico di Magdala, tra Tiberiade e Cafarnao. L’annuncio verrà dato nell’ambito di Linfa dell’Ulivo, il focus sulla Terra Santa proposto in questi giorni all’interno del Festival biblico di Vicenza. E la concomitanza non è affatto casuale: proprio all’Ufficio diocesano pellegrinaggi di Vicenza la Custodia di Terra Santa (che ha coordinato gli scavi) ha affidato la gestione del sito di Magdala. Concretamente una sessantina di volontari veneti opportunamente formati si alterneranno a piccoli gruppi sul sito garantendo così continuativamente l’apertura e l’accoglienza ai gruppi di pellegrini. «È una formula nuova anche per la Custodia di Terra Santa – commenta don Raimondo Sinibaldi, direttore dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi di Vicenza e regista dell’iniziativa –. Ma nuova vuole essere soprattutto l’impostazione che abbiamo voluto dare alla visita di questo sito archeologico. Per la prima volta, infatti, si è scelto di far emergere dai reperti tre tematiche ben precise legate alla vita di Gesù, sulle quali aiutare a focalizzare l’attenzione. Questo per collegare maggiormente la visita a un sito archeologico alla dimensione biblica e anche esistenziale del pellegrinaggio. L’idea è che Magdala diventi un po’ un esempio a partire dal quale ripensare anche altre aree archeologiche della Terra Santa». Tra i luoghi che i visitatori scopriranno nel nuovo sito quello che è destinato a colpire maggiormente sono i resti della torre: proprio qui, infatti, l’attenzione si concentrerà su Maria di Magdala e, più in generale, sul tema del rapporto tra Gesù e le donne. La scelta della torre ha una ragione ben precisa: si tratta infatti di una struttura utilizzata per l’essiccazione dei pesci e la produzione del garum, una salsa ricercatissima in età romana, che fece diventare questa la città più importante di tutta la zona. Vi sono stime che attribuiscono a Magdala 40 mila abitanti ai tempi di Gesù; di certo, considerata la quantità di monete e contenitori di unguenti preziosi ritrovati negli scavi, doveva essere una città molto ricca. Di qui un’ipotesi secondo la quale la Maddalena sarebbe stata una donna di una famiglia benestante, arricchitasi con questo tipo di attività. Proprio l’incrocio tra il dato evangelico e il contesto permetterà dunque ai pellegrini di tratteggiare un profilo più preciso. Altro punto di grande impatto sarà il tratto di 83 metri della Via Maris riemerso a Magdala: percorrerlo sarà l’occasione per cogliere l’importanza di questa via di comunicazione che congiungeva Damasco al mare, rendendo la Galilea un grande crocevia. Ma sarà lo spunto anche per affrontare il tema più generale di Gesù e la via: i suoi incontri sulle strade degli uomini, ma anche il suo proporsi lui stesso come via. Infine il terzo grande polo sarà il porto di età erodiana (cioè proprio dei tempi di Gesù) scoperto dagli archeologi in un’area da dove il lago si è ritirato ormai da secoli. Il tema associato sarà in questo caso quello di Gesù che si dirige all’altra riva, quella delle città pagane e del mondo ellenistico, e il suo modo di evangelizzazione vissuto in movimento verso tutti.​
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