mercoledì 19 settembre 2012
​I bianconeri tornano in Champions, stasera nella tana del Chelsea. Contro i campioni in carica Buffon gioca la 400ª in bianconero: «Non siamo i favoriti per la Coppa, ma neanche la squadra di Di Matteo lo era la passata stagione Io e Pirlo abbiamo fretta di vincerla...».
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​Buffon e la Juve si rituffano nell’Europa dei grandi. Il portierone bianconero, campione del mondo nel 2006, non ha mai sollevato la Champions e vorrebbe tanto farlo quest’anno. E il primo test europeo è di quelli che dovrebbero indicare la direzione alla Juve. «La partita col Chelsea ci dirà chi siamo. Noi non siamo favoriti per la vittoria finale, però l’anno scorso anche il Chelsea non era tra i più forti, ma alla fine hanno vinto la Champions».Dopo tre anni di ingloriosa assenza, la Vecchia Signora ritorna nella più illustre delle coppe, e lo fa dalla porta principale, con lo scudetto appuntato al petto. «Un’impresa epica», spiega Gigi Buffon, curioso di tornare a misurarsi con i migliori del continente. Consapevole che il cantiere bianconero è ancora aperto e che, per esperienza e qualità, la Juve parte in seconda fila. Ma anche con tanto orgoglio per il ritrovato spirito di una squadra che ora fa del collettivo la sua arma in più. E che non arrossisce nel confronto con la Juventus vincitutto di lippiana memoria. «Quella Juventus otteneva grandi risultati grazie alle sue individualità di talento», l’analisi del portiere che stasera contro il Chelsea festeggia le 400 presenze in bianconero. «Oggi abbiamo meno fuoriclasse in squadra ma siamo più compatti e con un sistema di gioco più efficace, che in Europa ci può avvantaggiare». La squalifica di Antonio Conte è stata confermata anche dalla Uefa, così in conferenza stampa allo Stamford Bridge si presenta Massimo Carrera. «Siano contenti di tornare in Champions – le parole del viceallenatore, già campione d’Europa con la maglia bianconera –, sarà un banco di prova importante anche se sappiamo di dover sempre migliorare. Abbiamo la consapevolezza di chi siamo, ma giocare contro i detentori è un esame in più». Identico il ragionamento di Buffon, intriso di realismo e spregiudicatezza, e con l’obiettività di chi è consapevole di non avere i favori del pronostico: «Partiamo dietro a due o tre squadre, poi saranno i dettagli e il caso a fare la differenza. Comunque, la cosa più importante è poterci confrontare con i migliori per scoprire meglio la nostra forza. Siamo una squadra emergente, composta da giocatori giovani e non, con un grandissimo futuro. C’è grande curiosità perché arriviamo dagli esaltanti risultati dello scorso anno». Buffon vuole tutto e subito. «Sappiamo che non ci attendono altre dieci Champions League e se, finalmente, ne voglio vincere una sarà il caso che mi dia una mossa», scherza il capitano bianconero, prima di dedicare la chiusa ai prossimi avversari. «Prima di vincere la scorsa stagione, il Chelsea era sempre stato considerato tra le squadre da battere. Invece, ha trionfato proprio quando sembrava una squadra in decadenza. È il paradosso del calcio, anzi il bello del calcio. Non erano i più forti ma hanno vinto meritatamente». Grande merito di quella vittoria va all’ex supplente Roberto Di Matteo, attuale tecnico del Chelsea campione d’Europa e capolista in Premier. «La Juventus è una squadra forte e dinamica. Continua la sua corsa da imbattuta in campionato e ha saputo miscelare con al meglio giovinezza ed esperienza. È uno degli avversari più difficili che ci potesse capitare», afferma Di Matteo. Anche Obi Mikel è sulla stessa lunghezza d’onda del suo allenatore: «Abbiamo un ottimo gruppo e grandi ambizioni, ma sappiamo che la Juventus sarà un avversario duro». Il centrocampista se la vedrà con Pirlo, che non esita a definire «una leggenda. Tutti conoscono le sue qualità, anche perché è nel grande calcio da molto tempo. Spero di poter imparare qualcosa da lui. A centrocampo sarà una vera battaglia». Essere campioni in carica poi, aumenta le responsabilità: «Ci mette più sotto pressione – ammette Mikel – ma abbiamo ancora fame e vogliamo difendere il trofeo». La Juve ha sempre mostrato un calcio aggressivo e Di Matteo non si aspetta nulla di diverso: «Ai bianconeri piace mantenere il possesso di palla ed attaccare. Noi dovremo contrattaccare stando attenti a non lasciare loro spazi. Il girone? Ci troviamo di fronte tre grandi squadre, in un gruppo molto complicato. Dobbiamo pensare a una partita alla volta e puntare alla qualificazione agli ottavi. È una Champions davvero competitiva quella di quest’anno, probabilmente più della passata stagione».(Tv: Canale 5 e Sky 3d, ore 20.45)
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