lunedì 10 novembre 2014
Analisi dell'ultima giornata di campionato.
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I numeri nel calcio contano eccome e questo avvio di stagione passa tutto per il “7”. Prima il 7-1 che la Roma in Champions ha incassato all’Olimpico con i marziani del Bayern Monaco (più buono al ritorno, solo 2-0), ora, il 7-0 della Juventus su un arrendevole Parma tornato fanalino di coda del torneo. In mezzo ci sarebbero i classici 7 gol che da due stagioni in qua l’Inter ammolla al Sassuolo, ma questo è un settebello che sa quasi di malaugurio, perchè poi nel proseguio della stagione gli emiliani si riprendono, mentre i nerazzurri passano, senza tregua, da una crisi all’altra. Tornando alla Juve settebellezze è stata una domenica di “fiesta” del gol in salsa ispanica. Doppiette di Llorente, Morata e quella con tanto di “coast to coast” alla Weah, anzi alla Maradona di Carlitos Tevez. L’Apache argentino balza al comando della classifica cannonieri (8 gol) assieme all’altro ispanico del Napoli Callejon, a secco a Firenze dove a fare gol e partita ci pensa il “Pepita” Higuain che non vede l’ora di tornare in tandem, nella Seleccion, con il suo amico Carlos Tevez. Il Napoli va di tango e anche la Roma concede il casquet al Torino, rilanciandosi nella rincorsa alla Juventus che sarà pirotecnica, ma è comunque solo tre lunghezze davanti ai giallorossi. Due settimane di sosta, prima di rigettarsi nel campionato (domenica si gioca Italia-Croazia qualificazione a Euro 2016) e saranno 14 giorni di passione per Walter Mazzarri e la sua Inter che non è riuscita a piegare neppure l’Hellas Verona. Galeotto all’89’ quel gol del giovane Nico Lopez su imbeccata di un intramontabile Saviola. All’Inter non basta la doppietta di Maurito Icardi, un altro che va giù di tango, mentre la difesa nerazzurra preferisce i lenti e gli altri ne approfittano alla grande. Non ha approfittato invece la Samp di un Milan che a Marassi si salva di rigore (2-2 siglato dal nevrotico Menez) e nonostante tutto Pippo Inzaghi fa i capricci e ricrimina persino. Non ha nulla da ridire invece la Lazio che a Empoli perde match e l’occasione per il volo in solitaria sul trespolo del terzo posto sul quale plana il Napoli ritrovato di Rafa Benitez. La grande delusione di questa prima fase è la Fiorentina di Montella. Senza gli infortunati Pepito Rossi, Gomez e il giovane Bernardeschi, dai viola non si può certo pretendere grandi cose, ma la quarta sconfitta subita e un attacco che ha segnato soltanto 10 gol (altrettanti presi) in 13 partite, sono numeri che devono fare riflettere.  Non resta che piangere invece al Parma che dopo il pieno di reti prese allo Juventus Stadium vede schizzare a 28 gol incassati il suo score da ultima della classe. Nella lotta per la salvezza segnali incoraggianti di ripresa dal Chievo di Maran che con l’eterno Pellissier vince lo scontro diretto con il Cesena. Onore all’Empoli di Sarri (appena riconfermato fino al 2017) che con i suoi ragazzi italiani (Barba, classe 1993) e con il vecchio Maccarone (1979) tarpa le ali all’aquila laziale e fa vivere un brutto pomeriggio in tribuna al presidente Lotito. Fine corsa per la MotoGp e chapeau al fenomeno Marc Marquez che fa 13: tante le vittorie in questo Motomondiale 2014, superato il record storico di Doohan. Ma un applauso anche a Valentino Rossi che a 35 anni chiude al secondo posto e promette gran bagarre per l’anno che verrà. E noi tutti stiamo già aspettando.

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