giovedì 23 gennaio 2014
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Come un virus Facebook (nato 10 anni fa, il 4 febbraio 2004) sparirà. Entro il 2017 perderà buona parte dei suoi consensi. L’apocalittica previsione è stata fatta da John Cannarella e Joshua Spechler, due dottorandi dell'università di Princeton, che si sono basati sul precedente della ascesa e declino del pre-social network MySpace applicando modelli epidemiologici. «Entro il dicembre 2014 perderà già il 20% di abbonati».Lo studio ha preso le mosse dalle prime analisi che mostrano come tra i giovani si siano registrati segnali di disaffezione. Nel primo trimestre del 2012, Facebook era il social del cuore per il 42% dei ragazzi. Oggi è considerato tale dal 23%. Quasi la meta. Sostanzialmente i giovani lasciano Fb per tre motivi. Ci sono troppi adulti. Ci sono nuovi servizi come What’s App e social come Snapchat molto più “veloci” da usare. Posti, cioè, dove ci si mandano brevi messaggi, piccole foto, brevi video o file audio. In realtà ci sarebbe anche un quarto motivo. I ragazzi lasciano Facebook perché lo fanno i loro amici.Quello di Zuckerberg, però, al momento resta un impero che vale 104 miliardi di dollari. Una società che, il 18 maggio 2012, al suo debutto al Nasdaq valeva 38 dollari ad azione. Il minimo storico l’ha toccato il 4 settembre 2012, precipitando a 17,73 dollari ad azione. Tempi duri che sembrano ormai passati visto che il titolo ieri era quotato 57, 51 dollari. Secondo il Finance Degree Centre il valore di Facebook è sovrastimato. Può darsi. Ma quello che sta facendo riflettere tanti è quale sarà il suo futuro. Da una parte, il social più frequentato del mondo, raccoglie sempre più adulti, dall’altra (dato per loro molto preoccupante) continua a perdere giovani.Prima di scrivere la fine di Facebook, però, è meglio pensarci due volte. Innanzitutto perché vanta ancora oggi 1,2 miliardi di utenti, mentre What’s App è ne ha 400 milioni, Twitter 232 milioni e Instagram 150 milioni. E poi perché il colosso di Zuckerberg sta correndo velocemente ai ripari: acquisendo nuove società e pensando ad una sorta di web giornale rivoluzionario realizzato con i contenuti degli utenti.
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