lunedì 10 aprile 2017
Con le nuove regole la Ferrari ha indovinato la macchina, è competitiva e dimostra di essere al livello della Mercedes.
Vettel, pilota della Ferrari (Lapresse)

Vettel, pilota della Ferrari (Lapresse) - LaPresse

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Due gare e gli scenari sono già chiari: Ferrari e Mercedes in lotta per il mondiale, Hamilton, vincitore in Cina, contro Vettel vincitore in Australia. E i numeri due, Bottas e Raikkonen, a fare da paggetti ai due rivali. Mancano ancora 18 gare alla fine, ma si è già capito come andrà la stagione. Con le nuove regole la Ferrari ha indovinato la macchina, è competitiva e dopo una pista cittadina come quella di Melbourne, anche in un autodromo come quello di Shangai ha dimostrato di essere al livello della Mercedes. Quindi siamo a parità di macchina, la differenza la faranno i piloti e le strategie. In Cina la prima discriminante ha premiato Hamilton, uno che in condizioni di asfalto viscido è il migliore, ma è anche vero che l'imprevisto ha impedito alla Ferrari di fare meglio. La scelta di fermarsi per primi ai box a cambiare le gomme, passando da bagnato a quelle d'asciutto, era stata intelligente, peccato che l'ingresso della safety car, per rimuovere la Sauber di Giovinazzi ferma contro il muro in pieno rettilineo, abbia vanificato la strategia della Ferrari, altrimenti ci poteva scappare il bis australiano.

Detto dei numeri 1 Hamilton e Vettel, si apre il capitolo seconde guide. Raikkonen ha deluso il presidente della Ferrari, Marchionne, che ha avuto parole dure nei confronti del finlandese. Peccato che Kimi guidi in quel modo da tempo, quindi se lo hanno confermato è perché sapevano cosa sapeva fare e quanto valesse. Accusarlo oggi è stato perlomeno affrettato, visto che in gara Raikkonen ha avuto problemi elettronici e una macchina difficile da inserire in curva. Piuttosto dal muretto box avrebbero potuto ordinargli di dare strada a Vettel per non fargli perdere tempo. In ogni caso, col tedesco in testa al mondiale e Raikkonen dietro, lo scenario è bello che chiaro: si gioca a una punta. Stessa cosa alla Mercedes, l'errore clamoroso di Bottas, è finito in testacoda ad andatura lenta dietro alla safety car mentre riscaldava le gomme, lo pone in una situazione subalterna. La Mercedes di oggi non è più la squadra del passato, quella in cui se non vinceva Hamilton vinceva Rosberg. Oggi se non vince il primo, vince la Ferrari e quindi per la prima volta nella sua storia, la Mercedes deve piegarsi a ordini di squadra e a un pilota numero due.

Infine la Red Bull. Verstappen ha dato spettacolo, da 16 a terzo con rimonta e sorpassi da manuale, Ricciardo quarto pare stia
pensando al futuro, visto che nel 2018 si aprono delle porte importanti in alcuni team (Ferrari, Mercedes...) e non sembra grintoso e deciso come in passato. La Red Bull oltre che essere più lenta dei rivali ha pure due piloti che lottano alla pari, in una situazione del genere difficile emergere contro le corazzate avversarie. E quindi, dopo appena due gare, ecco come si svolgerà il mondiale F.1. Con la speranza che alla fine vinca la Ferrari che meriterebbe di interrompere il lungo digiuno iridato che dura dal 2007.

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