martedì 26 novembre 2013
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Davanti alle grandi tragedie, il mondo della musica non si è mai tirato indietro. Dal famoso The Concert for Bangladesh, organizzato nel 1971 da George, è stato un susseguirsi di show e album benefici. Se tutti ricordano il Live Aid del 1985, tanti non hanno dimenticato, in tempi più recenti le grandi mobilitazioni degli artisti italiani per l’Abruzzo e l’Emilia e il progetto internazionale Hope for Haiti Now.Nei giorni in cui oltre 30 popstar hanno dato vita ad un album digitale benefico intitolato Songs for the Philippines, Eugenio Finardi ha deciso di lanciare su Facebook un’idea per aiutare il popolo sardo. «E se tutti noi artisti che abbiamo cantato in lingua sarda (Elio, Vecchioni, De André, etc...) chiedessimo la liberatoria alle nostre case discografiche per pubblicare un disco a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione? Magari con artisti della grande tradizione musicale sarda? Se vi piace l’idea, condividete questo post». Il primo a condividerlo è stato Roberto Vecchioni. Subito seguito da Maurizio Bettelli, autore della stupenda Naracauli incisa dai Nomadi. «Fino ad ora – ha scritto in un nuovo post Finardi – ho avuto l'adesione di Dori Ghezzi per Fabrizio De André, Roberto Vecchioni, Nomadi, Valerio Scanu, Alberto Bertoli per Pierangelo e i Tazenda, dei Tazenda con Checco dei Modà, Istentales, e sto mettendomi in contatto con molti altri da Paolo Fresu a Cristiano De André, da Francesco Renga a Peter Gabriel (che ha una casa in Sardegna - ndr) a Marco Carta...».Il brano manifesto del progetto sarebbe stato scritto dagli Istentales. Si tratta di Narami, (Dimmi), da cantare insieme a Finardi, Vecchioni e al coro dei piccoli di Olbia. L’idea è quella di realizzare un grande concerto a Olbia, dove presentare l’album per la Sardegna dal vivo. «A me – ha spiegato Finardi – piacerebbe intiolare il progetto Arcu e chelo (arcobaleno) per sottolineare la fine della tempesta».
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