mercoledì 6 dicembre 2017
Clamorose dimissioni dell'allenatore artefice l'anno scorso di una insperata salvezza in serie A, coronata da una toccante lettera al figlio morto in incidente e da 1.300 km in bici fino a Torino
Nicola mette fine alla favola del suo Crotone

Un nuovo colpo di scena al Crotone. Tanto rocambolesca fu la salvezza la scorsa stagione quando ormai la retrocessione sembrava ineluttabile, quanto clamoroso l’addio dell’allenatore Davide Nicola. Un fulmine a ciel sereno. A scatenarlo, le quattro sconfitte di fila (una in Coppa Italia) ma soprattutto l’incursione negli spogliatoi lunedì sera, nell’intervallo di Crotone-Udinese, di Gianni Vrenna con gli ospiti sull’1-0 (l’Udinese ha poi vinto 3-0). «Il mio intervento? Ma io non ho delegittimato Nicola» si è affrettato a precisare il presidente crotonese, allibito per il repentino addio del mister che aveva presentato in mattinata le dimissioni. Increduli e senza parole anche i giocatori, quando nel primo pomeriggio Nicola si è recato al centro sportivo Antico Borgo. Un incontro di pochi minuti, nessuna dichiarazione ufficiale e la definitiva partenza da Crotone insieme all’allenatore in seconda Manuele Cacicia, al preparatore atletico Gabriele Stoppino e al collaboratore tecnico Rossano Berti. Entro 24-48 ore si saprà il nome del successore (in pole Drago e Di Carlo), in vista della delicata sfida salvezza con il Sassuolo. «Rispetto la decisione del mister, ma non la condivido» ha commentato Vrenna tornando sull’episodio cruciale. «Tra il primo e il secondo tempo – racconta – sono entrato negli spogliatoi per spronare la squadra e lui ha ritenuto che questo mio intervento lo avesse delegittimato... Io ho ritenuto come presidente, che ha il diritto e dovere di intervenire quando le cose non vanno, di andare a dare uno sprone alla squadra». A nulla sarebbero valsi i tentativi di Vrenna di convincere Nicola a ripensarci.

Con le sue dimissioni salgono così a sette i cambi di allenatore in serie A. Più di un terzo delle panchine, un sacco di panettoni non consumati. Prima del tecnico rossoblu sono infatti saltati Marco Baroni a Benevento (sostituito da Roberto De Zerbi), Massimo Rastelli a Cagliari per Diego Lopez, Ivan Juric al Genoa per Davide Ballardini, Gigi Delneri a Udine per Massimo Oddo, Vincenzo Montella al Milan per Rino Gattuso e Cristian Bucchi a Sassuolo per Giuseppe Iachini. Con l’addio di Nicola finisce però la favola più bella e toccante della serie A. Indimenticabile lo scorso finale di campionato con un record di punti nelle ultime partite e la insperata salvezza. Alla fine del girone di andata i rossoblù avevano soli 9 punti in classifica. Dal 19 marzo 2017, giorno della sconfitta con la Fiorentina in casa, il Crotone iniziò la sua marcia verso la salvezza. Il via alla rimonta fu dato il 9 aprile con la vittoria per 2-1 sull'Inter. I punti di ritardo erano ancora molti e nessuno credeva nel miracolo, ma Nicola continuava a lavorare in silenzio con i suoi calciatori. Il tecnico diventò un modello per la città.

«Spero che il Crotone possa essere d'esempio ai giovani affinché capiscano che quando nella vita ci sono difficoltà non devono smettere mai di inseguire i loro sogni» disse alla vigilia della gara contro la Lazio, ultima di campionato e decisiva per la salvezza. Il Crotone vinse quella gara e ottenne la permanenza in Serie A. Una salvezza festeggiata con un viaggio dell'osannato allenatore di ben 1.300 chilometri da Crotone a Torino in bici. Un’impresa dedicata al figlio Alessandro, scomparso nell’estate del 2014 a soli 14 anni investito da un bus in sella alla sua bicicletta. Ma soprattutto quella toccante lettera, da padre a figlio: «Abbiamo lottato insieme, so che sei sempre stato lì con me».

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: