martedì 19 aprile 2016
COMMENTA E CONDIVIDI
I primi cinque mesi di vita del bambino possono essere particolarmente difficili per i neo-genitori. È in questo periodo, infatti, che il pianto del neonato può essere molto frequente e inconsolabile. Gli anglosassoni lo definiscono “purple crying” (ovvero, “pianto viola”) ed è un pianto che toglie il sonno e che mette a dura prova i neo-genitori, che non riescono a consolare il bambino. Malgrado tutto il loro impegno e le attenzioni. Una situazione molto stressante per chi sta muovendo i primi passi nel cammino della genitorialità. E che, se non viene gestita correttamente, può provocare gravi conseguenze per la salute del bambino: per calmare il neonato, infatti, una delle “manovre consolatorie” più frequenti consiste nello scuotimento del piccolo. Un gesto che, padarossalmente, in un primo momento produce il risultato voluto: il neonato, infatti, smette di piangere. Ma le conseguenze possono essere molto serie: gravi danni neurologici o persino la morte del piccolo. Sì perché nei primi mesi di vita i muscoli cervicali del collo dei neonati sono ancora deboli e non riescono a sostenere adeguatamete la testa. Se il piccolo viene scosso con forza, l'effetto è simile a quello di un colpo di frusta: il cervello (che non è ancora pienamente sviluppato) va a sbattere contro le pareti della scatola cranica provocando così echimosi, gonfiore e sanguinamento dei tessuti. Secondo le stime più attendibili, la “sindrome del bambino scosso” (o shaken baby syndrome) riguarda circa 50mila bambini l'anno negli Stati Uniti. Mentre in Italia si stima che l'incidenza sia di 3 casi ogni 10mila bambini di età inferiore a un anno. I danni possono essere molto gravi. Sempre le ricerche condotte negli Usa evidenziano come nel 30% dei casi la shaken baby syndrome provochi la morte del bambino. E nell'80% dei casi, gravi danni come emorragie cerebrali, epilessia, cecità, sordità e altre disabilità fisiche e psichiche. Un fenomeno poco noto ai genitori e spesso sottovalutato anche dai pediatri. Eppure, la shaken baby syndrome può essere considerata una vera e propria forma di maltrattamento dell'infanzia. Per questo motivo Terre des Hommes in collaborazione con la Società italiana di neonatologia e SVSdad (onlus che si occupa di fornire aiuto alle donne e ai minori che hanno subito violenza), ha lanciato la prima campagna nazionale di sensibilizzazione sulla shaken baby syndrome rivolta ai genitori. “Coccolalo! Ma non scuoterlo, mai!” è lo slogan dei poster e dei volantini multilingua (in italiano, inglese, arabo e cinese) che sono stati distribuiti presso circa 500 reparti di neonatologia di tutta Italia per sensiblizzare i genitori sui rischi di questi comportamenti. fotodentroScreenshot 2016-04-19 15.46.08.jpgL'invito ai genitori è appunto quello a non scuotere mai i propri figli neonati, nemmeno per gioco: anche comportamenti apparentemente innocui come l'abitudine di sollevare in aria il bambino e farlo saltellare, possono avere conseguenze simili a quelle della shaken baby syndrome. “La parola chiave di questa campagna è prevenzione – sottolinea Federica Giannotta, responsabile programmi Italia di Terre des Hommes -. Spesso questi comportamenti sono conseguenza di scarsa informazione, piuttosto che frutto di una reale intenzione di nuocere al bambino. Ed è per questo che è importante offrire una corretta informazione, ai genitori italiani come a quelli di origine straniera”.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI