sabato 8 marzo 2014
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La proprietà è del Comune di Milano. Ma, da questo mese e fino al 2 maggio 2031, ad occuparsene sarà la Veneranda fabbrica del duomo. Che si assumerà in prima persona la responsabilità dell’ordinaria e straordinaria amministrazione. Nuova vita per la chiesa di San Gottardo in corte, cappella del Palazzo reale: grazie a un contratto di comodato stipulato tra la proprietà e l’ente custode della cattedrale il monumento vedrà presto avviati i restauri di cui necessita da anni. L’intento è quello di spalancarne di nuovo le porte per Expo 2015: un obiettivo da 2 milioni di euro che il Comune, carente di risorse, non avrebbe mai potuto raggiungere. La Fabbrica, sei secoli tra marmi e guglie «Noi abbiamo maestranze interne che provengono da una scuola centenaria. Quella del duomo, infinita. Loro sanno bene come muoversi tra marmi e guglie». Le parole di Angelo Caloia, il presidente della Veneranda, fanno emergere in filigrana il valore aggiunto portato dalla Fabbrica: uno stuolo di tecnici in grado di impiantare il nuovo cantiere senza eccessive spese extra. «E al termine dell’opera - anticipa lo stesso legale rappresentante dell’ente fondato nel 1387 - la chiesa sarà ufficialmente inserita nel percorso del Museo del duomo ospitato in Palazzo reale». San Gottardo, una storia che pulsa nel tempo Inizierà allora il vero e proprio rilancio dell’edificio sorto nella prima metà del Trecento su impulso di Azzone Visconti, alla base del cui campanile ottagonale una lapide ricorda il cremonese Francesco Pecorari che ne progettò le forme. Secondo alcuni storici dell'arte, invece, egli si limitò a "lombardizzare" un disegno giottesco, alla cui scuola è attribuita con certezza la "Crocifissione" che campeggia in controfacciata. Galvano Fiamma, domenicano e cronista del Trecento, testimonia che sulla torre della cappella venne installato il primo orologio pubblico di Milano (e d’Italia) con battito delle 24 ore, quasi a voler sottolineare la natura civica rivestita dal luogo di culto. Il suo funzionamento, da lui definito “admirabile” per quel tempo, diede il nome alla poco distante “Via delle ore”. Il campanone, un tesoro nascosto Ma ancor oggi, salire al campanile di San Gottardo percorrendo quella scala elicoidale aggrappata all’ottagono della "canna" interna, significa toccare con mano un tesoro nascosto della chiesa: il campanone fuso nel 1537 da Giovanni Antonio Busca, un esponente di quella dinastia che tra il 1514 e il 1582 realizzò i 4 bronzi del duomo. Il suo batacchio, non sferico ma forgiato "a incudine", permette allo strumento di rintoccare "a distesa" senza bisogno di un amplissimo movimento. D’altronde, la campana è sovradimensionata rispetto alla cella e, priva di quell’accorgimento, non avrebbe potuto far altro che suonare "a martello". Cioè fissa, con lo spostamento del solo battaglio: la sorte toccata dal 1986 alle campane del duomo, quando, dopo 17 anni di silenzio, per evitare lesioni alla guglia maggiore sono state rimesse in funzione senza movimento. Ma dal 1866, anno in cui vennero traslate negli angusti spazi del tiburio, al 1969, momento che vide il loro blocco totale, anche quei bronzi rintoccarono con il medesimo componente "a incudine": un sistema decisamente sconosciuto in Lombardia. Restaurare dunque il campanone di San Gottardo, ora silente, significherebbe restituire a Milano un’ altra "voce" della sua storia. Da cappella di corte a rettoria Ed eccoci di nuovo al presente. Attualmente la chiesa è chiusa per restauri, ma il diritto canonico continua a inquadrarla come una rettoria costituita nella parrocchia di Santa Tecla al duomo. Monsignor Gianfranco Bottoni, fino a domenica 2 marzo, vi ha presieduto la Messa feriale alle 13.05 e quella festiva alle 11.30. Non solo. Dal 2004, l’antica cappella di Palazzo reale ha ospitato diverse iniziative ecumeniche. Significativa in questo senso la collaborazione con il “Consiglio delle Chiese cristiane di Milano”, la realtà a cui aderiscono le diverse confessioni presenti nella metropoli. Iniziative liturgiche e culturali che dall’anno prossimo, alla riapertura della chiesa, non mancheranno di essere ripensate e rilanciate.
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