martedì 24 ottobre 2017
Certamente un record, ma non invidiabile. I tifosi continuano a sostenere la squadra: «Non siamo la Cenerentola, ma la Bella addormentata». E all'allenatore Baroni viene sostituito De Zerbi
Benevento, la favola al contrario. Unica in Europa a zero punti

Forse solo il mental coach del Benevento, il professor Ettore Pancone, il nuovo personaggio del trasformista Ubaldo Pantani (da vedere in Quelli che il calcio Rai 2), può risollevare le sorti del fanalino di coda più spento d’Europa. «Il Benevento? Non siamo la “Cenerentola” del campionato ma la “Bella addormentata” », dicono i tifosi sanniti dopo l’ennesima disfatta dei loro beniamini che rimangono al freddo e al gelo di una classifica che fa registrare ancora lo “Zero”. Marco Baroni ieri ha lasciato la panchina per congelamento e al suo posto subentra Roberto De Zerbi. «Stregati dalla luna nera della Serie A». «Il Benevento vede le streghe...» (le streghe sono il simbolo della società campana). Questi gli slogan nefasti del pallone per la ex Maleventum.

Da quando i sanniti si sono affacciati in Serie A è stata tutta una delusione. Nove sconfitte su nove gare disputate. L’ultimo ko, un perentorio 3-0 con la Fiorentina subito tra le mure amiche. Sì fa per dire, il fattore campo qui è andato in tilt dopo le bella cavalcata della promozione della passata stagione. Nell’impianto che porta il nome dell’ex amministratore delegato, Ciro Vigorito (scomparso nel 2010), sono passate anche se di misura Bologna, Torino e Inter, (tutte con un gol di scarto) e praticamente passeggiando la Roma, (0-4) e i viola. Battuto anche il precedente primato negativo della Serie A: apparteneva al Venezia e resisteva dalla lontana stagione 1949-’50, allora i lagunari si fermarono a 8 ko di fila nelle prime otto giornate.

Il Benevento non ha rivali nel vecchio continente. Nella Liga il Malaga ne ha perse otto su nove ma un punticino l’ha portato a casa. In Germania il Colonia è fanalino di coda ma con 2 pareggi - in 9 gare -, l’ultimo ottenuto proprio alla nona (0-0 con il Werder). In Ligue1, il Metz con i suoi 3 punti in dieci partite è ancora in corsa per la salvezza. Stesso discorso nella Premier può valere per il Crystal Palace che una vittoria l’ha centrata e niente meno che contro i campioni d’Inghilterra del Chelsea di Antonio Conte. Difficile che il Benevento possa fare altrettanto contro i campioni d’Italia, la Juventus di Max Allegri che sfiderà allo Stadium di Torino il prossimo 5 novembre. Sarà il match tra il miglior attacco, quello bianconero (27 gol realizzati) e la peggior difesa: 22 le reti subite dal quasi sempre incolpevole Alberto Brignoli, portiere in prestito dalla Juve.

Sei reti, i ragazzi dell’ex Baroni le hanno prese in una sola partita, nell’inedito derby del San Paolo contro il Napoli capolista. Due volte soltanto le streghe sono riuscite a compiere la magia, gonfiare la rete avversaria. È successo alla prima di campionato a Marassi con la Samp, gol del talentuoso 23enne Amato Ciciretti e con l’Inter grazie a Marco D’Alessandro. Un gol ogni 405 minuti è la miseranda media realizzativa di una squadra che deve assolutamente invertire la rotta, già da domani sera nella trasferta di Cagliari.

Ma in giro per l’Italia si scopre che c’è anche chi “studia” da Benevento. Il Murata, formazione di San Marino, nelle prime cinque partite del torneo della Repubblica del Titano ha collezionato altrettante sconfitte. In serie C, il Modena colpito dalla penalizzazione e dallo sciopero a oltranza dei giocatori si ritrova a -1 e a un passo dal fallimento totale. Eccellenza, ma non in classifica: zero punti anche per i dilettanti del Real San Lazzaro, Castelgoffredo e Campobasso 1919 che spera tanto di vincere una partita prima di festeggiare il centenario.

Tornando al Benevento, l’unico dato che può confortarlo è il precedente del Crotone. La passata stagione, i calabresi neopromossi avevano ottenuto 1 punto in nove giornate ma poi la formazione di Nicola conquistò la miracolosa salvezza. Il presidente del Benevento, Oreste Vigorito che, alla vigilia del campionato disse presentando i suoi tesserati «non abbiamo Higuaìn ma un gruppo di ragazzi di cuore», non ha ancora smarrito la speranza. Vacilla invece quella dei tifosi che alla “nona suonata” hanno accennato cori di civile dissenso. La maggioranza ha sciamato dagli spalti del Vigorito di sicuro non rinvigorita dalla situazione ma consapevole anche che questa società ha fatto più nelle due ultime stagioni (doppio salto e debutto assoluto prima in B e ora in A) che in quasi novant’anni di storia (il club è stato fondato nel 1929). Il Benevento barcolla ma siamo certi che non molla. E il tifoso vero lo sa. Questa non è la terra né di “Cenerentola” né della “Bella addormentata” ma dei «gladiatori Sanniti». Però, l’ultima parola spetta al professor Pancone, alias Pantani: «Le vittorie ci sono state. Vi abbiamo partecipato interpretando il ruolo dello sconfitto. Ruolo fondamentale, nella vita e nello sport».

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