mercoledì 4 maggio 2022
Uno dei primi del suo genere, fu realizzato seguendo le indicazioni costruttive date dallo scozzese James Gregory nella sua opera "Optica promota" del 166
Il telescopio riflettore gregoriano di Philippe-Claude Le Bas, in esposizione nel Museo Galileo di Firenze

Il telescopio riflettore gregoriano di Philippe-Claude Le Bas, in esposizione nel Museo Galileo di Firenze - Ansa/Museo Galileo

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Arriva al Museo Galileo di Firenze il raro Telescopio riflettore gregoriano di Philippe-Claude Le Bas, uno dei primi del suo genere, realizzato seguendo le indicazioni costruttive date dallo scozzese James Gregory nella sua opera Optica promota del 1663. Il telescopio, appartenuto all’antiquario milanese Michele Subert, è stato acquistato dal Ministero della Cultura e affidato al Museo Galileo in comodato d’uso gratuito dall’ente proprietario statale, la Direzione regionale musei della Toscana.

Di Le Bas sappiamo che costruì vari strumenti per l’Observatoire Royal di Parigi, fondato nel 1667 sotto l’egida del ministro Jean-Baptiste Colbert e diretto, dal 1671, dall’astronomo italiano Gian Domenico Cassini. Come ottico di Luigi XIV di Francia (il Re Sole), Le Bas ebbe il permesso di risiedere al Louvre, un privilegio attestato dalla firma incisa sul telescopio: “Le Bas aux Galleries du Louvre Paris”. All’importanza storica dello strumento si aggiungono le notevoli condizioni di conservazione dell’oggetto, ancora funzionante: sia le ottiche che le parti meccaniche sono integre. Il telescopio è completo di treppiede con giunto sferico per il corretto orientamento ed è dotato di una particolare montatura con vite a succhiello che ne permette la stabile collocazione su un supporto fisso.

Il telescopio arriva a Firenze in un periodo in cui il Museo propone la rassegna “Orbite Musicali”, quattro composizioni, in prima esecuzione assoluta, che interpretano il moto delle comete e dei quattro satelliti di Giove, il dialogo tra un astronomo e un satellite, e alcune ricerche di Leonardo da Vinci: 39P/OTERMA di Antonio Galanti; RX-J 18–56.5 Ovvero il satellite animato di Roberto Becheri; 5 Aforismi su testi di Leonardo da Vinci di Barbara Rettagliati; Quattro satelliti per orchestra del giovane Gianmarco Contini. Un incontro sarà inoltre interamente dedicato all’ensemble di fisarmoniche diretto dal prof. Ivano Battiston, presente anche nella veste di compositore con Pulsar. Ogni concerto si conclude con una diversa interpretazione di Serenata per un satellite (1969) di Bruno Maderna.

In questa occasione, nella sala dell’imponente modello cosmologico di Santucci, il pubblico potrà assistere a esecuzioni che rievocano la scoperta dei Pianeti Medicei (i satelliti di Giove) compiuta da Galileo: gli strumentisti, simulando il moto degli astri, realizzeranno delle vere e proprie “Orbite Musicali”. Le esecuzioni saranno introdotte dai compositori e i concerti saranno preceduti da una relazione da Natacha Fabbri (Museo Galileo). I quattro argomenti scelti per questi incontri – Dialoghi cosmici, Stelle danzanti, Da Firenze alle stelle e Macchine sonore – illustreranno il contesto storico-filosofico dei temi a cui si ispirano i concerti, concentrandosi sull’idea di viaggio astronomico, sulle macchine sonore di Leonardo da Vinci e sul percorso che ha portato l’uomo a diventare “abitante del cielo”.

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