venerdì 3 settembre 2021
Questa sera la proiezione del kolossal fantascientifico di Denis Villeneuve con la giovane star Timothée Chalamet. E il Premio Lizzani va a monsignor Milani e cinema Nuovo Aquilone di Lecco
Il regista di "Dune" Denis Villeneuve e il protagonista Thimothée Chalamet

Il regista di "Dune" Denis Villeneuve e il protagonista Thimothée Chalamet - Lapresse

COMMENTA E CONDIVIDI

E’ febbre da Dune al Lido. Il film, che viene presentato fuori concorso stasera alla Mostra di Venezia, è un nuovo adattamento dell'omonimo romanzo fantascientifico del 1965 di Frank Herbert, già portato al cinema nel 1984 da David Lynch. Si tratta di uno dei titoli più attesi dell’anno dai fan della fantascienza e nei giorni scorsi la direzione della mostra ha dovuto fronteggiare le ire social degli appassionati che non avevano trovato in vendita i biglietti della proiezione ufficiale con il cast, prevista oggi alle 18.45 in Sala Grande. I biglietti delle moltissime proiezioni in ogni sala della mostra sono andati letteralmente a ruba.
Davanti ai fan che aspettavano soprattutto lui, il giovane protagonista Timothée Chalamet ha rotto le righe del rigido dispositivo anti assembramenti del Lido. L'attore, di fronte alle urla delle decine di ammiratrici e ammiratori rimasti fuori dalle transenne riservate a fotografi, cameramen e addetti ai lavori e si è spinto fuori dal percorso prestabilito per concedere qualche autografo e selfie ai tanti ragazzi rimasti distanti. Più disciplinato il resto del cast arrivato con il regista Denis Villeneuve: Javier Bardem, Rebecca Ferguson, Zendaya, Oscar Isaac e Josh Brolin.
Una superproduzione, quella di Dune, che affronta il difficile compito di mettere in scena l’universo complesso di Herbert, nela lotta fra due casate nobili, intrighi imperiali e profezie messianiche nell’attesa di un nuovo salvatore.
«Questo libro raccontava il XX secolo, ma anticipato quello che succede nel XXI secolo» ha detto in conferenza stampa il regista Villeneuve, riferendosi a quello che il romanzo già descriveva, sfruttamento selvaggio delle risorse del pianeta, desertificazione, disuguaglianze tra ricchi e poveri, cambiamenti climatici. «Bisogna che qualcuno parli, la situazione è spaventosa» ha aggiunto Javier Bardem, fervente ambientaista. Per il lanciatissimo Chalamet, quello del Duca Paul Atreides, destinato a superare le sue paure per assicurare all’universo un futuro migliore, questo è «il lavoro di una vita».

Oggi è una giornata ricca di appuntamenti anche nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo alla Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior. Questa mattina intervistato da Tiziana Ferrario su Europa e diritti, il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli ha detto che «le dinamiche elettorali dei singoli stati stanno frenando la presa di consapevolezza» dell’urgenza delle riforme dell'Unione europea: «mi riferisco ai problemi della sicurezza, della difesa comune, dell'immigrazione. Sembra quasi che affrontare questi problemi faccia allontanare i cittadini dall'Europa e invece non è vero. Penso invece che sia il contrario – ha sostenuto Sassoli – Quando si affrontano insieme sfide comuni, la consapevolezza dei cittadini sull'importanza dell'Ue e la sua identità viene rafforzata. Credo che questo sia il momento per affrontare alcuni temi strategici che da tanto tempo vengono sempre rinviati».

I media raccontano nel modo corretto il fenomeno delle migrazioni? Il dibattito è stato al centro dell’incontro “About women. Umanità al confine: come gestire e raccontare le migrazioni”, tenutosi ieri pomeriggio alla Sala Tropicana dell’Excelsior al Lido di venezia nell’ambito degli incontri organizzati dalla Fondazione Ente dello Spettacolo nell’ambito della Mostra del Cinema. L’inviato di "Avvenire" Nello Scavo ha coordinato l’incontro, raccontando anche la sua drammatica esperienza delle rotte balcaniche accompagnato dalle foto di Maki Galimberti, richiamando più volte il messaggio di papa Francesco. Hanno partecipato Pietro Bartolo, europarlamentare e medico di Lampedusa e l’europarlamentare Alessandra Moretti che si è concetrata sul tema delle donne afghane.
La giuria del premio Carlo Lizzani 2021, premio collaterale della 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica istituito dall’Anac - Associazione Nazionale Autori Cinematograficia, ha assegnato il riconoscimento intitolato al grande maestro del cinema italiano Carlo Lizzani, e destinato all’esercente italiano più coraggioso dell’anno, al Cinema Verdi di Candelo (Bi), al Solaris di Pesaro e al Palma di Trevignano Romano (Rm). Il riconoscimento va a coloro che «hanno espresso in maniera evidente la volontà di rimettersi in gioco, dopo le chiusure dettate dal Covid, e riallacciare subito il rapporto con il proprio pubblico». Quest’anno, la giuria ha deciso anche di attribuire un Premio Carlo Lizzani Speciale ad una illustre personalità del settore che ha recentemente compiuto un’azione di grande concretezza e di altissimo valore simbolico: monsignor Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e i cento volontari di Lecco che hanno riaperto, dopo una chiusura di quarant’anni, la sala della loro città, ora intitolata Cinema Nuovo Aquilone.

Infine la messa dedicata a tutti gli artisti e addetti ai lavori, presenti al Festival del Cinema di Venezia (il giorno 9 settembre alle ore 18:30 presso la Chiesa di San Francesco della Vigna) aprirà la due giorni che i Papaboys propongono per la conclusione della kermesse cinematografica più attesa dell'anno. Una frase di Papa Francesco, in contemporanea, sarà consegnata da 50 giovani a tutti gli operatori del cinema e alle istituzioni presenti al Lido. Parole che il Pontefice ha rivolto come incoraggiamento proprio al mondo del cinema: «Sia un luogo di comunione, creatività, visione e scuola di umanesimo».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: