mercoledì 16 settembre 2020
Fu sin da giovane militante comunista e antifranchista: Pasolini, folgorato dal suo volto, gli offrì il ruolo affascinato anche dal contrasto con la sua ideologia
Enrique Irazoqui con Pier Paolo Pasolini sul set del “Vangelo secondo Matteo” (1964)

Enrique Irazoqui con Pier Paolo Pasolini sul set del “Vangelo secondo Matteo” (1964) - -

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È morto nella notte di martedì, in un ospedale di Barcellona, Enrique Irazoqui, celebre per aver interpretato il ruolo di Gesù nel Vangelo secondo Matteo (1964), capolavoro di Pier Paolo Pasolini. Una notizia che lascia basiti, dopo che l’attore 76enne aveva festeggiato poco più di una settimana fa l’ottima accoglienza alla Mostra del Cinema di Venezia da Il nuovo Vangelo del regista svizzero Milo Rau. Dopo avere prestato il suo volto di normale studente a Gesù, Irazoqui era tornato a Matera per interpretare il Battista nel film di Milo Rau che ricostruisce una Passione dei nuovi ultimi in cui Gesù è l’attivista camerunense Yvan Sagnet e gli apostoli dei rifugiati africani impiegati come braccianti nei campi del Sud. «Per me era importante che il Gesù di allora, Irozaqui, battezzasse il nuovo Gesù nero», ci aveva spiegato Milo Rau. Così Cristo ha segnato l’inizio e la fine della carriera artistica di Irozaqui, un ruolo che lui sentiva profondamente. Nel film, oltretutto, Irazoqui mostrava il suo stretto rapporto d’affetto con la gente di Matera, oltreché aiutare in modo sostanziale i giovani attori africani nelle prove e nella loro interpretazione.

Attivista politico e intellettuale, Irozaqui era nato nel 1944 da una famiglia borghese, padre basco e madre italiana, e fu sin da giovane militante comunista e antifranchista. Su mandato del sindacato universitario clandestino di Barcellona, arrivò in Italia per convincere i massimi esponenti della cultura italiani a tenere conferenze nelle università spagnole contro la dittatura. In questa occasione conobbe, tra gli altri, Pier Paolo Pasolini che, folgorato dal suo volto, gli offrì il ruolo di Gesù nel Vangelo secondo Matteo, affascinato anche dal contrasto con la sua ideologia, in una pellicola girata con non professionisti. Irazoqui devolse la paga alla causa del movimento clandestino antifranchista. Rientrato in Spagna, venne punito dal regime franchista per aver partecipato alla realizzazione di un film ritenuto di propaganda comunista. Nel 2004 “L’Osservatore Romano” definì il Vangelo di Pasolini la migliore rappresentazione di Gesù Cristo della storia del cinema. Laureato in Economia a Parigi, Irazoqui iniziò a lavorare a capo di un’azienda, lasciando il posto dopo cinque mesi per contrasti ideologici. Negli Stati Uniti si laureò in Letteratura spagnola, diventando successivamente docente. Irazoqui fu anche un campione di scacchi e recitò in altre pellicole come Dante no es unicamente severo di Joaquin Jordà e Jacinto Esteva, A Soledat di José Maria Nunes, Cenestesia di Joas Vall Karsunle.

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