sabato 11 febbraio 2017
Caparezza e il suo tormentone «Andiamo a ballare in Puglia», Carlo Conti allo Zecchino d'Oro...
Conti con l'attore Luca Zingaretti (Ansa)

Conti con l'attore Luca Zingaretti (Ansa)

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Metà del Paese-reality guarda Sanremo: segnatevi i numeri e fate voi la tara o consultate un hacker (all’Ariston c’è allarme hackeraggio dati, con tanto di Polizia di Stato all’opera): il 49% del pubblico televisivo si è sorbito – come sempre fino all’alba – la terza serata del Festival, «35 milioni di con-tatti! ». Esulta il direttore di Rai 1 Andrea Fabiano. I Conti tornano, ancora, ancora, ancora...

ANDIAMO A CANTARE IN PUGLIA

Il brano spot di Caparezza, Andiamo a ballare in Puglia, dal trullo di Alberobello fino a Santa Maria di Leuca, è diventata la cover aggiornata di tutti cantano Sanremo. «La Puglia è la regione con il maggior picco di share, il 58%», sottolinea sempre Fabiano, barese. Se tanto dà tanto al televoto, allora buone chance per le ugole pugliesi Ermal Meta e mister Felicità Al Bano.

CARLETTO PASSA ALLO ZECCHINO D’ORO

Oltre mezza Italia invece (sforato il 50% di share) è tornata bambina ascoltando il coro dell’Antoniano e il medley delle canzoni dello Zecchino d’oro con cui è cresciuta la meglio gioventù nostrana. Carlo III compreso, che si è emozionato al punto da accettare un nuovo, ennesimo incarico da superjolly o prezzemolone Rai: sarà il nuovo direttore artistico per il 60° dello Zecchino. Questo per smentire tutte le voci da “Fantatv” che danno l’Obama Rai vicino al Cavaliere di Mediaset: galeotto, sussurrano, un presunto incontro ad Arcore con Silvio Berlusconi. Conti non sarà il direttore artistico di Sanremo 2018 «perché sarebbe incompatibile », ma con chi e che cosa? Mistero.

MEGLIO IL VERO SOCIALE DEI SOCIAL

Malati di social, smartphonedipendenti per dieci minuti a Sanremo hanno staccato tutto, rapiti dalle sirene di Asunción: gli strumenti della discarica di Cateura suonati dai ragazzi dell’Orquesta Reciclados del maestro Favio Chávez. Le latte e i tubi dei lavandini melodiosi in mano ai giovani paraguaiani hanno fatto dimenticare la grande discarica televisiva che crea assuefazione e pericolosi effetti collaterali azzerando il votatore della sensibilità e dello spirito critico. Ne Il Paese è realedelle ex cavie sanremesi Afterhours il concetto è in una strofa: «Se disprezzi puoi comprare / Se vale tutto niente vale».

I COMICI? MEGLIO UNA TANICA DI HUMOUR

Dopo il mistero Tenco Sanremo si inventa l’arrivo e la performance “a sorpresa” di Virginia Raffaele. Sulla trasformista- imitatrice dal primo giorno di Festival è calato un drappo oscuro di suspense degno di un ipotetico arrivo annunciato di Madonna sul palco dell’Ariston. I comici, si sa, nella vita privata sono quasi tutti tristi e solitari, ma quando lo diventano sul palco allora la faccenda si fa seria e anche un po’ grave, specie se sono pagati o strapagati. Crozza e il suo «Masini ormai è diventato Mazzini» a gara in corso – visti i rigidissimi limiti regolamentari – è politicamente scorretto, quanto la parrucca rossa «di Trump, no di Ron» citata da Luca e Paolo. In febbrile attesa della Raffaele, comici sanremesi bocciati (Pantani da rivedere a orari umani). Promosso solo lo humour di Rocco Tanica ogni sera confinato in sala stampa in fascia nottambuli dove crea anche inediti ispirati a Tenco nella versione dei soffiatori di vetro di Murano, titolo: Vetrai, vetrai.

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